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Tag Archives: Wall Street

Amazon: il successo degli ebook con Kindle

Inserito il 30 dicembre 2009 by Luca Dello Iacovo
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Il giorno di Natale, nel negozio online di Amazon, gli ebook per Kindle sono stati più venduti dei volumi cartacei. E Kindle è stato l’oggetto più regalato. E’ una notizia diffusa dall’ufficio stampa dell’azienda fondata da Jeff Bezos. La giornata record, però è stata il 14 dicembre: “Nel mondo i clienti hanno ordinato 9,5 milioni di pezzi, con un record di 110 al secondo” (qui il comunicato di Amazon).
Le interpretazioni della notizia, però, sono differenti. E aprono uno spiraglio sulla complessità del mutamento in atto. L’imprenditore Stefano Quintarelli, per esempio, sottolinea sul suo blog che “Gli ebook kindle non si comprano, si affittano. Ah, questo linguaggio che ci costringe in schemi mentali del passato…”. Gli ebook non sono semplicemente “doppioni digitali” dei volumi cartacei ma, come hanno già osservato molti, fanno parte di un ecosistema online. E’ un ambiente diverso dalle librerie tradizionali, anche in aspetti fondamentali. Alcuni ebook, infatti, sono disponibili gratuitamente e sono condivisi sul web con licenze creative commons: si tratta, per esempio, di opere che gli autori hanno deciso di pubblicare online permettendo lavori derivati. Altri, invece, sono associati a un dispositivo per la lettura (come nel caso di Kindle).
Pc World dedica proprio a Kindle un’analisi per capire come potrebbe svilupparsi il lettore portatile progettato da Amazon, sotto la spinta dell’annunciato “tablet” di Apple e della concorrenza sul mercato di altri produttori. Di recente negli Stati Uniti l’azienda di Steve Jobs ha ottenuto un altro record: secondo Nielsen, l’iPhone è lo smartphone più venduto negli Usa (è posseduto dal 4% degli utenti di telefonia mobile, seguito dal Rim Blackberry 8300 al 3,7%). L’effetto di un lettore portatile di Apple, dunque, potrebbe preoccupare i vertici di Amazon: l’azienda di Cupertino ha mostrato la capacità di acquisire in breve tempo un vantaggio su produttori consolidati. Sono cinque le evoluzioni più probabili che potrebbero riguardare il dispositivo portatile di Amazon, secondo Pc World. Per esempio, un display a colori: adesso la qualità di rappresentazione delle immagini, infatti, è limitata. Oppure, la scomparsa della tastiera, sostituita da un touch screen sul modello iPhone. Un’altra ipotesi è l’ingrandimento del display per Kindle Dx, una versione dell’ereader adatta alla lettura dei quotidiani (è grande quanto una pagina di un giornale in formato tabloid). E ancora: Amazon modificherà i diritti di utilizzo degli ebook, accettando uno standard aperto? Potrebbe seguire la strada di Apple e sviluppare un ecosistema chiuso (come nel caso dell’ipod e della piattaforma per la vendita di brani iTunes), oppure, sotto la pressione della concorrenza (che, per il momento, non desta preoccupazioni) potrebbe scegliere un approccio alla Google.
Intanto, il Wall Street Journal ha celebrato Amazon come uno dei “vincitori” sul mercato azionario appena riaperto dopo il ponte natalizio: in seguito alla notizia diffusa dal suo ufficio stampa (che, in assenza di altri eventi nel mondo hitech, ha avuto ampia risonanza su twitter, blog e quotidiani online) i titoli dell’azienda fondata da Jeff Bezos hanno guadagnato fino al 2%, chiudendo con un guadagno dello 0,6%.

Categoria: Comunicati stampa | Tags: amazon, Di, E Kindle, Jeff Bezos, lettore portatile, Natale, Nel, Per, rim blackberry, Stefano Quintarelli, Steve Jobs, Wall Street

Facebook: non rallenta, anzi cresce fino a 350 milioni di utenti

Inserito il 4 dicembre 2009 by Luca Dello Iacovo
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Una crescita del 20% in due mesi: Facebook non arresta la sua diffusione nel mondo. Ha superato MySpace in Europa e Stati Uniti come primo social network. E in Brasile prova a insidiare la leadership di Orkut (progettato da Google). Facebook ha raggiunto ormai 350 milioni di utenti attivi, superando anche il rivale cinese Qzone (lanciato dalla Tencent, un colosso dell’internet cinese, quotato alla borsa di New York).
Ma l’espansione globale non sembra arrestarsi al crescere del pubblico. Che ha intensificato la sua capacità di produrre contenuti (immagini, testi, video) nel perimetro della piattaforma. I numeri dichiarati dal social network di Mark Zuckerberg, infatti, continuano ad essere notevoli: le fotografie caricate sono 2,5 miliardi ogni mese (500 milioni in più rispetto a quanto dichiarato a settembre). Da tempo ha sorpassato Flickr, rivolto ad un pubblico sempre più specializzato di fotografi amatoriali. Secondo i dati diffusi da Facebook, inoltre, ogni giorno vengono pubblicati 40 milioni di aggiornamenti di status: una funzione che mette il social network in competizione con twitter. Anche se gli ambiti sono differenti: se i profili delle persone sulla rete sociale online sono prevalentemente privati, nei microblog gli utenti inviano tweet e link in forma generalmente pubblica (anche se possono proteggere i loro update). In generale, i pezzi di informazione distribuiti attraverso il network sono 3,5 miliardi: è un’ampia gamma di dati che va dai link alle note collettive. E le fan page? Sono 1,6 milioni quelle attive: hanno raggiunto cinque miliardi di sottoscrizioni (ogni membro del social network può diventare fan di più pagine online). Gli utenti attivi che si connettono da dispositivi mobili rappresentano un gruppo di frontiera per lo sviluppo di applicazioni: sono 65 milioni nel mondo. L’abitudine di accedere in mobilità rappresenta un interessante settore di sperimentazione: perché già adesso, all’interno della piattaforma, sono disponibili applicazioni non soltanto per giocare (come Farmville), ma anche per lavorare in mobilità (per esempio, l’integrazione con il pacchetto di applicazioni di Zoho). Le informazioni sul grafo sociale delle persone (cioè gli utenti con cui sono collegate), invece, aiutano a formulare un’immagine, seppur frammentaria, delle interazioni e dei legami all’interno di Facebook: l’utente medio ha 130 “friend”, trascorre 55 minuti sul social network e pubblica 25 commenti al mese.
E in Italia? A raccontare come cambiano le abitudini nazionali su Facebook è il blog Vincos, dove è possibile trovare una mappa globale dei social netwotk online (citata anche dal Wall Street Journal). Tra le segnalazioni, quella dell’Open graph può contribuire a cambiare i confini tra le piattaforme di social networking e il resto del web: le aziende, infatti, potranno integrarsi con la rete sociale di Facebook senza entrare direttamente con una pagina da pubblicare.

Categoria: Comunicati stampa | Tags: borsa di new york, che, E, Mark Zuckerberg, New York, rete sociale, sono, Una, Wall Street

5 links #4

Inserito il 5 novembre 2009 by Giorgio Marandola
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Cinque notizie interessanti pubblicate sul web durante la scorsa settimana.

9 Social Media Questions Answered

Un’ intervista all’autore del video Social Media Revolution, che prende in esame dati e numeri delle attività sui social media. Un video che in brevissimo tempo ha fatto il giro del web e che, a detta dell’autore, è stato realizzato sia per i marketers che per le persone comuni che si stanno affacciando per la prima volta sul mondo dei social media.

Yahoo Says ‘Me Too’ on Real-Time Search

Attualmente la Real Time Search rappresenta il settore che sta attirando la maggiore attenzione tra i players della ricerca sul web, vedasi Google e Microsoft. Ora, secondo il Wall Street Journal, Yahoo, in collaborazione con la startup OneRiot, sta cominciando i test per inserire elementi real time tra i suoi risultati di ricerca.

Customer Service Tips for Early Stage Startups

Questo articolo fa parte della serie Read Write Start, sponsorizzata da Microsoft BizSpark. La startup presa in esame si presenta come gestore di help desk a livello globale, al servizio di tutte quelle compagnie che hanno il core business incentrato su una community. La particolarità sta nel fatto che questa startup effettua un monitoraggio dei social media alla ricerca di eventuali lamentele o critiche indirizzate ai propri clienti.

Social Media: Time Management & Social Media Strategy

In questo articolo, una presentazione di Amber Naslund sui tempi e le risorse umane da dedicare alle 3 principali attività sui social media: ascolto, creazione/engagement e misurazione. Inoltre, le strategie utilizzabili sui Social Media pubblicate da Mark Smiciklas.

Foursquare launching 15 new European cities today

Il celebre e popolarissimo location-based game Forsquare ha allargato i suoi orizzonti in Europa, ed in ben 15 città, compresa Roma. Ma non sembra finire qui, almeno secondo le dichiarazioni del co-founder Dennis Crowley, che ha già annunciato un ulteriore allargamento del numero delle città in gioco nel Vecchio Continente.

Categoria: Comunicati stampa | Tags: Amber Naslund, che, Dennis Crowley, la prima volta, Mark Smiciklas, Ora, Read Write, Roma, Wall Street

Social network: la scommessa del freemium

Inserito il 2 novembre 2009 by Luca Dello Iacovo
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Cosa pensano i gestori dei social network sulle loro fonti di guadagno? Un sondaggio della società d’analisi eMarketer mostra che la pubblicità online non è ritenuta il sistema più efficace per monetizzare i contenuti pubblicati dai membri della rete sociale. Il 45% degli intervistati, infatti, pensa che sarà il modello freemium ad alimentare la cassa dei social network: accesso gratutito per il pubblico e servizi a pagamento. Al secondo posto le inserzioni mirate (targeted ads, 20%) e sul terzo gradino i sondaggi di opinione (9%). Ma altre idee sui modelli di business raccolgono consensi: accesso agli sviluppatori di terze parti per applicazioni (sul modello Apple Store, 7%), l’abbonamento (7%), sponsorizzazione privata (4%), vendita di metadati (4%), pubblicità tradizionale (come i banner, 3%).
Quali sono i casi di successo? Su Facebook, per esempio, sono decollati giochi come Farmville (60 milioni di utenti nel mondo) che prevedono l’acquisto di beni virtuali utili per le necessità della fattoria (zappe, semi) o sistemi alternativi per guadagnare “monete virtuali”. Altre reti sociali puntano sui servizi per nicchie di professionisti, come Linkedin e Xing (per esempio, la ricerca di contatti, curriculum e posizioni lavorative)Free. Il modello definito “freemium” per internet è stato teorizzato da Chris Anderson, direttore di Wired, nel suo libro “Free. The future of a radical practice”, un’analisi della simbiosi tra economia del gratuito e altri modelli di business. Nell’editoria online emergono posizioni differenti dall’idea di Rupert Murdoch, fondatore di News Corp (e dunque proprietario di MySpace), di far pagare l’accesso anche al pubblico generalista. “Pensiamo che la maggior parte degli editori seguiranno la strategia freemium: forse il 90% dei visitatori continuerà ad avere un accesso gratuito”, ha detto Gordon Crovitz, ex giornalista del Wall Street Journal che dirige la società di consulenza Journalism Online. Precisando: “Ma la domanda è quale livello di accesso pagherà il 10% più interessato? Quella parte può diventare un elemento decisivo di una nuova fonte di guadagno. Molti siti che hanno adottato un modello freemium non hanno perdite nell’advertising: anzi, alcuni hanno visto un aumento del fatturato perché gli inserzionisti sono contenti di raggiungere i lettori che hanno pagato”. Gli fa eco Frederic Filoux di Schibsted: “Il dna di internet è che il contenuto deve essere gratuito…ma si possono aggiungere servizi a pagamento, come un motore di ricerca che, per ricerche approfondiate, costi un euro al mese”.
I sistemi di pagamento online si perfezionano, cercando soluzioni più flessibili: Paypal da domani apre la sua piattaforma a sviluppatori di terze parti. Nel 2008, infatti, le transazioni attraverso il borsellino elettronico non derivanti da eBay hanno superato il numero di quelle arrivate dal sito di aste online: un indicatore della progressiva indipendenza di Paypal (che nel 2008 ha guadagnato 688 milioni di dollari, con un incremento del 15% rispetto all’anno precedente) da eBay. Quali sono, però, le principali barriere per l’accesso all’ecommerce da parte degli utenti? Secondo iPerception, il principale ostacolo è quello di non trovare ciò che si sta cercando, come risponde il 34% delle persone. Gli altri motivi sono il prezzo (13%), la usability del sito (13%), le policy di consegna (9%), scarsità di varietà dell’offerta (8%), poche informazioni per il prodotto (8%), la disponibilità del prodotto (7%).

(image credits: eMarketer)

Categoria: Comunicati stampa | Tags: Al, Apple Store, che, Chris Anderson, Gordon Crovitz, Nel, Nell, rete sociale, Rupert Murdoch, Wall Street
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