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Il “budget del ricoverato” attende ancora una risposta da parte del Parlament

Inserito il 23 gennaio 2010 by Rudy Bandiera
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Ricevo e pubblico la mail di un lettore: “Stiamo “vivendo” un momento della nostra storia umana nella quale si evidenzia una situazione sociale sempre più confusa, spesso di difficile “lettura” da parte dei cittadini, spettando alle Istituzioni ed alla politica il compito di assumere un ruolo di chiara ed incisiva presenza nei problemi che attendono l’etica naturale, la difesa, la giustizia e lo sviluppo dei grandi valori umani.
Purtroppo si assiste ad una cultura diffusa di amore verso gli animali, spesso promossi nella serie A della considerazione giuridica e nella rivoluzione etica, che supera a volte anche le necessità ed il centralismo dell’uomo!
I “casi”, interessante la medicina e la morale portati all’attenzione generale, certamente sono da accogliere con umana comprensione, considerazione e valutazione, mentre rimane sempre inevaso quanto abbiamo richiesto in merito al “budget del ricoverato”.
Ma tornando ai “casi eclatanti”, staccare o meno la “spina” che personalmente non condivido, riguarda non solo per il fatto in se stesso, ma anche perché ci porta ad una complessa ed ampia riflessione che consiste nel considerare senza valore la vita umana in nome della così detta “pietà”, che potrebbe coinvolgere persone anziane, disabili non autosufficienti, malati terminali, tutti uniti in un unico abbraccio della sofferenza e che per i meno sensibili sono considerati un fardello di persone inutili.

Insiste, pare ora, nelle corsie ospedaliere il “budget del ricoverato”, vale a dire che un malato cronico, disabile, in tarda età o agonizzante, verrebbe dimesso per il superiore interesse del risparmio.
Abbiamo richiesto con un urgentissimo appello a tutte le Istituzioni di chiarire se sono veritiere le “ voci di corridoio”, ma non ottenendo nessuna risposta abbiamo inoltrato una Petizione urgentissima al Parlamento Italiano, col n.787 alla Camera dei Deputati e col n.911 al Senato della Repubblica.
Si chiede di chiarire, e nel qual caso di uniformarsi, al dovere di garantire a tutti i cittadini il diritto alle cure mediche, alla nutrizione ed all’idratazione come predisposto dall’art.25 lettera f) della “Convenzione per i diritti delle persone con disabilità” dell’ONU.

Vogliamo però fare una considerazione nel dire che l’eventuale accoglimento di legalizzazione di una possibile “licenza di uccidere”, si configura come ingiustizia, come fuga e rinuncia ai reali problemi dei cittadini di cui sopra..

L’uomo della strada rifiuta i giochi politici, le famiglie nelle quali insiste un “malato di ogni gravità”sono spaventate, la pubblica opinione è in attesa di una risposta.
E’ una domanda che si pone l’uomo qualunque, sia il cristiano in genere, che il cattolico in particolare.!
Ma le Istituzioni Parlamentari devono dare una risposta chiarificatrice alla nostra Petizione!”

Previte

http://digilander.libero.it/cristianiperservire

Categoria: Primo Piano | Tags: camera dei deputati, non autosufficienti, Una

Social media per le emergenze: il terremoto di Haiti

Inserito il 15 gennaio 2010 by Luca Dello Iacovo
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Haiti2

Martedì scorso alle 16.53 un terremoto di magnitudo 7 colpisce Haiti: l’epicentro è a 15 chilometri dalla capitale, Port au Prince. Da subito è evidente che il sisma è stato devastante. Dall’isola alcune tra le prime immagini arrivano attraverso twitter (con il terremoto nel Sichuan in Cina, invece, è stato YouTube la prima finestra online sui danni locali). In poche ore su twitter si riversa un’ondata di messaggi che riguardano Haiti: segnalazioni di risorse utili (notizie, fotografie, video), appelli per le donazioni attraverso sms (l’uso del microblog dal cellulare è molto diffuso negli Stati Uniti, a poche centinaia di chilometri da Haiti). É una quantità enorme di informazioni che scorrono sullo schermo.
Ma in poche ore la situazione cambia. Si attivano filtri online, spontanei o coordinati. Alcune persone iniziano a raccontare le conseguenze sul territorio e fanno da cassa di risonanza per le segnalazioni ufficiali (come i numeri delle ambasciate per avere informazioni): per esempio, Troy Livesay su twitter. E come lui altri volontari diventano testimoni in diretta del dramma, raccontando al pubblico online cosa sta succedendo. Entrano in campo, poi, team internazionali per organizzare le informazioni sui social media disperse in spazi diversi, come Flickr (fotografie), YouTube (video) e i quotidiani online (aggregatori di news). Anche la Reuters pubblica una pagina con gli aggiornamenti in diretta dal web: l’agenzia di stampa precisa, però, che i contenuti “non sono verificati”.
Le notizie arrivano prima da internet, sono tante e raggiungono direttamente il pubblico (per esempio, attraverso appelli e segnalazioni di amici con email e social network). Il gruppo Ushahidi predispone una mappa: è una squadra internazionale di sviluppatori software che ha già anni di esperienza. Questa volta, però, fanno un passo in più: condividono online anche i documenti da integrare sulla loro piattaforma. Basta aprire una pagina e contribuire con segnalazioni: una nuova dimensione del crowdsourcing per coordinare chiunque abbia tempo da impiegare per cercare risorse online (finora, invece, i contributi erano raccolti prevalentemente da fonti sul campo). E ancora: la Casa Bianca pubblica un post sul suo blog indicando due destinazioni affidabili per inviare donazioni (perché gli sciacalli, nel frattempo, non si sono fatti attendere). Un’ampia lista delle risorse disponibili è stata pubblicata da Mark Glaser sul blog Media Shift: alcuni quotidiani (come il New York Times) hanno pubblicato un elenco di utenti twitter da seguire, Google ha allestito una pagina per l’emergenza, le ong hanno costruito su Facebook pagine tematiche.

(photo credits: Haiti Ushahidi)

Categoria: Comunicati stampa | Tags: Bianca, Haiti, Mark Glaser, Port au Prince, Sichuan, stati uniti, sviluppatori software, Troy Livesay, Una

Cry Translator – l’iphone legge le emozioni del bambino – ItalianBloggers.it

Inserito il 13 gennaio 2010 by Ice
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» Cry Translator – l’iphone legge le emozioni del bambino

Una applicazione in grado di leggere l’umore del vostro bambino. Ovviamente per Iphone! Il telefono della mela continua a stupire anche in questo campo.

Non si sa se riuscirà ad imitare la vera e…
Continua a leggere qui:
http://www.italianbloggers.it/cry-traslator-liphone-legge-le-emozioni-del-bambino/

Categorie: Apple, Cellulari, Hi-Tech, iPhone,
Articolo scritto da Ice per Italian Bloggers

Categoria: Comunicati stampa | Tags: emozioni del bambino, iphone, Una

Come effettuare ricerche nel Web profondo ed ottenere molti più risultati – ItalianBloggers.it

Inserito il 12 gennaio 2010 by nemetus
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» Come effettuare ricerche nel Web profondo ed ottenere molti più risultati

Una cosa che forse non molti sanno è che esiste una parte del web, la parte più profonda, il cosiddetto “deep web”, che i motori di ricerca non scandagliano. Per quanto un motore di ricerca…
Continua a leggere qui:
http://www.italianbloggers.it/come-effettuare-ricerche-nel-web-profondo-ed-ottenere-molti-piu-risultati/

Categorie: Applicazioni Online, Hi-Tech, Tips & Tricks,
Articolo scritto da nemetus per Italian Bloggers

Categoria: Comunicati stampa | Tags: deep web, molti, Per, Una, web

Una foto da 18 GIGAPIXEL diventa la foto panoramica più grande del mondo – ItalianBloggers.it

Inserito il 2 gennaio 2010 by webnotes
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» Una foto da 18 GIGAPIXEL diventa la foto panoramica più grande del mondo


Qual’è la foto panoramica 3D più grande del mondo? Eccola ed è da ben 18 GIGAPixel!! Ovviamente la qualità supera l’immaginazione. Le foto sono state scattate con una fotocamera Canon 5d Mark 2…
Continua a leggere qui:
http://www.italianbloggers.it/una-foto-da-18-gigapixel-diventa-la-foto-panoramica-piu-grande-del-mondo/

Categorie: Applicazioni Online, Foto Divertenti, Hi-Tech, Internet,
Articolo scritto da webnotes per Italian Bloggers

Categoria: Comunicati stampa | Tags: foto, foto divertenti, fotocamera canon, Mark, Una

Cartoline di Natale con auguri e malware

Inserito il 18 dicembre 2009 by Michele Ferrara
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gdataMandare gli auguri di Natale ad amici e conoscenti attraverso cartoline elettroniche inviate via mail sta diventando sempre più popolare anno dopo anno. Ma, come sempre, le festività natalizie diventano un appuntamento fisso nell’agenda dei distributori di spam. Per questo G Data si aspetta un aumento significativo dello spam in coincidenza con il Natale e l’arrivo del nuovo anno. I cyber criminali usano e-card contraffatte o pagine web modificate all’uopo per distribuire malware ed infettare così i computer degli utenti per poi prenderne il controllo.

Come da tradizione, gli spammer incrementano la loro attività in occasione di eventi speciali o vacanze annuali. Gli esperti di G Data hanno catalogato un numero molto elevato di varianti relative a cartoline elettroniche di auguri per Natale e per il nuovo anno.

Ralf Benzmüller, Manager di G Data Security Labs: “Il numero delle e-card di auguri contraffatte non è cambiato in maniera rilevante rispetto all’anno passato, ma come sempre assistiamo a un aumento significativo delle stesse durante il periodo natalizio. I criminali online, infatti, puntano molto su questo mezzo per ottenere risultati dal momento che in questo periodo le persone sono più predisposte a cliccare, magari senza pensarci, su file allegati o link che rimandano a siti web di auguri.

Particolare attenzione al campo “oggetto”

I veri provider di cartoline elettroniche di auguri mettono sempre il nome completo del mittente nell’oggetto della mail. Cartoline di auguri che provengono “da un amico” o “da un vicino di casa” o perfino “da un collega” o da qualsiasi altra fonte anonima dovrebbero essere ignorate e immediatamente cancellate. Errori di battitura e di grammatica nell’oggetto della mail o nel testo stesso sono un altro indizio chiaro della falsità del messaggio.

Cancellare gli allegati e attenzione ai link

In alcune mail la cartoline di auguri si presenta come un semplice file allegato. Queste e-card vanno immediatamente cancellate. I veri provider che offrono questo servizio non mandano mai cartoline di auguri sotto forma di allegato.

Bisognerebbe fare attenzione anche a quelle mail che invitano a cliccare un link e quindi scaricare un file. I siti che possono apparire in questo caso, sebbene ad un primo colpo d’occhio possano sembrare normali, nascondono solitamente del malware che viene scaricato nel computer dell’utente.

Un altro mezzo per infettare i pc di chi riceve una e-card è una richiesta di update del flash player, di vari mp3 player piuttosto che di un particolare codec. Una volta che viene aperta la falsa pagina web di auguri si apre di norma un pop up che invita a scaricare un update per determinati software. In questo caso non bisogna scaricare mai nulla perché gli update software genuini non si presentano via pop up e di norma si scaricano direttamente dal sito Internet del produttore.

Siti infetti di e-card

I rischi di infezione non si nascondono soltanto nelle cartoline inviate via mail. G Data ha scoperto anche un certo numero di siti internet infetti che propongono l’invio di cartoline di auguri. Tramite uno script mascherato presente nel sito il browser viene reindirizzato su un determinato server e quindi il Pc viene infettato con un’infezione di tipo drive-by.

Le conseguenze di un’infezione

In alcuni casi un virus o un cavallo di Troia possono infettare il sistema attraverso uno dei tanti varchi aperti e quindi registrare i dati personali dell’utente.

In altri casi i computer possono essere inseriti all’interno di una botnet e quindi controllati da remoto dai criminali. In questo caso vengono a loro volta spesso utilizzati come mezzo per distribuire altro spam e malware.

Suggerimenti per la sicurezza

- Cancellare le e-card provenienti da mittenti anonimi senza neppure leggerle

- E-card con numerosi errori di battitura o di grammatica vanno cancellate immediatamente

- Cancellare le e-mail che presentano cartoline di auguri sotto forma di allegato

- Non cliccare mai su alcun link presente nelle mail senza prima averne considerato le eventuali conseguenze

- Effettuare l’upload di software solo direttamente dal sito del produttore e non attraverso pop up.

Categoria: Comunicati stampa | Tags: cartoline di auguri, che, Natale, nuovo anno, Per, Ralf Benzmüller, Siti, Una

Gli insegnanti 2.0 vogliono più tecnologia in classe

Inserito il 17 dicembre 2009 by Rudy Bandiera
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Insegnanti italiani sempre più 2.0, che usano regolarmente Internet nella vita privata e vogliono più tecnologia all’interno delle classi per aumentare il livello di interesse verso le lezioni da parte degli studenti e per migliorare l’insegnamento. Questi alcuni dei risultati dell’indagine condotta da SMART Technologies su un campione di circa 100 insegnanti di scuole primarie e secondarie di tutta Italia.

SMART Technologies è l’azienda canadese che ha inventato le lavagne interattive ed è da sempre leader di questo mercato. Le LIM SMART Board sono usate per l’insegnamento da oltre 30 milioni di studenti di 175 Paesi, Italia compresa, dove la quota di mercato di SMART è attualmente pari al 54% (dati della società indipendente FutureSource Consulting relativi al terzo trimestre 2009).

Alla domanda se la tecnologia sia un elemento indispensabile nella scuola di oggi, la quasi totalità degli insegnanti ha risposto affermativamente (101 su 103), con l’84% degli intervistati concorde nell’auspicare una maggiore presenza delle nuove tecnologie all’interno delle scuole. Il 73% degli insegnanti ritiene inoltre che vi sia ancora un divario tra l’utilizzo delle tecnologie nella vita privata e nella scuola, tanto per gli studenti quanto per gli insegnanti.

La netta maggioranza degli intervistati (senza differenze rilevanti tra primarie e secondarie) giudica la tecnologia in generale molto importante innanzitutto per migliorare la comprensione degli studenti, seguita dal miglioramento dei risultati e dalla facilitazione dell’interazione insegnante-studente. In modo abbastanza sorprendente, oltre il 50% del campione ritiene che la tecnologia aiuti anche a migliorare l’immagine dell’istituto verso l’esterno, nei confronti dei genitori e in raffronto ad altre scuole. Una percentuale di risposte superiore al 50% ha infine indicato la tecnologia come molto importante a supporto della preparazione delle lezioni.

I vantaggi delle lavagne interattive

Agli insegnanti è stata poi fatta una domanda specifica sulla percezione dell’importanza delle lavagne interattive relativamente all’apprendimento. E qui compaiono alcune differenze tra la scuola primaria e la secondaria. Nella primaria, per 3 categorie (Aumentano la partecipazione attiva e l’attenzione, Aumentano la motivazione ad apprendere, Supportano diversi stili di apprendimento e i bisogni specifici di ogni alunno) su 4 (Aiutano nelle interrogazioni), la maggioranza degli insegnanti ha giudicato l’impiego delle lavagne interattive “molto importante”. Per le scuole secondarie, la risposta più ricorrente è stata “molto importante” per tutte e 4 le categorie.

Praticamente trascurabili invece le differenze tra scuole primarie e secondarie quando si passa ad indagare quali siano i benefici diretti della LIM per gli insegnanti. In generale 3 categorie (Aiutano gli insegnanti a esporre le lezioni, Permettono di aggiungere elementi interattivi alle lezioni, Mantengono alta la partecipazione e l’attenzione della classe) su 5 sono state giudicate “molto importanti” o “fondamentali” dal 96% degli insegnanti. Percentuale che scende al 72% e 79% per le altre due categorie (Aiutano gli insegnati a preparare le lezioni e Permettono di salvare gli appunti per utilizzarli in seguito). La netta maggioranza degli insegnanti dunque ha riscontrato importanti benefici nello svolgimento del proprio lavoro dall’impiego delle lavagne interattive.

Insegnanti hi-tech

L’immagine della maestrina dalla penna rossa è ormai definitivamente scomparsa, sostituita da docenti al passo con i tempi, che hanno estrema dimestichezza con la tecnologia: la usano regolarmente nella vita di tutti i giorni e sono pronti a trasferirla anche all’interno delle classi. Tutti gli insegnanti intervistati usano Internet e il PC e quasi tutti email e cellulare (con l’eccezione di un 4%) nella vita privata. Situazione che cambia però in modo netto quando si parla di tecnologie in ambito scolastico: tutti gli intervistati affermano di usare il PC in classe, ma solo il 35% del campione dichiara di usarlo “sempre” (contro l’83% in ambito privato), mentre poco più della metà degli insegnanti usa “sempre” o “spesso” la lavagna interattiva.

Il mancato utilizzo delle tecnologie a scuola non sembra essere dovuto all’assenza degli strumenti, che sono però presenti in numero insufficiente. Tutte le scuole coinvolte nell’indagine infatti dispongono di PC, collegamento a Internet (solo una scuola primaria ne è sprovvista), videoproiettore e lavagna interattiva. Ma per quanto riguarda, ad esempio, la dotazione di lavagne interattive, nella maggior parte delle scuole (79%) ne è presente una sola. Nel 21% ne sono presenti da una a cinque, in nessuna più cinque.

Alla richiesta di indicare le priorità relativamente ai futuri investimenti tecnologici, la maggioranza ha indicato il computer sia nella scuola primaria sia nella secondaria (53% e 67% rispettivamente). Tra le altre tecnologie prese in considerazione, la più desiderata dagli insegnati risulta essere la lavagna interattiva (più nella scuola primaria, 33%, che nella secondaria, 29%), seguita dal videoproiettore (27% nella primaria e 19% nella secondaria) e dal collegamento a Internet (3% nella primaria e 11% nella secondaria). Poiché tutte le scuole hanno già disponibilità di personal computer, accesso a Internet, videoproiettore e lavagna interattiva, questi dati vanno interpretati nel senso di rinnovo o crescita numerica delle attrezzature e di accessi a Internet più veloci.

Lavagne interattive contro la dispersione scolastica

Un’altra serie di domande era volta a indagare quale ruolo possano avere le tecnologie ai fini della frequenza scolastica. Al 73% degli insegnanti che ritiene vi sia un forte divario tra l’utilizzo delle tecnologie nella vita privata e nella scuola, tanto per gli studenti quanto per gli insegnanti, è stato chiesto se tale divario potesse essere un motivo di disaffezione degli studenti nei confronti della scuola. Quasi la metà (49%) ha risposto in modo affermativo. A costoro è stato quindi chiesto se una diffusione e un impiego capillare delle tecnologie nella scuola potrebbe contribuire a ridurre le assenze, raccogliendo l’89% di risposte affermative.

Categoria: Comunicati stampa | Tags: Insegnanti, Nel, Nella, Per, smart technologies, Una, vita privata

Internet o googlenet?

Inserito il 17 dicembre 2009 by Luca Dello Iacovo
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Una volta Google era un motore di ricerca. Da tempo ha allargato i suoi orizzonti. E nelle ultime settimane ha dimostrato che perfino la ricerca di informazioni su internet può essere uno scenario limitato. Per BigG sembra arrivato il momento di spostarsi sull’hardware venduto direttamente al pubblico. L’ultimo annuncio, infatti, è Nexus, lo smartphone che alcuni dipendenti di Mountain View stanno già provando. Secondo il Washington Post, sarà in vendita dal prossimo mese direttamente ai consumatori, almeno negli Stati Uniti. Il costo in negozio non è ancora noto. Il sistema operativo è Android, già utilizzato sugli smartphone della taiwanese Htc. Di fatto, Google entra nella telefonia mobile e sfida il successo dell’iPhone. Non è soltanto una scommessa tecnologica: il modello di Apple è un ecosistema che integra piattaforme (App store, iTunes) e oggetti legati alle piattaforme (iPod, iPhone). Google ha deciso di percorrere la stessa strada di Steve Jobs fino in fondo.
Ma a Mountain View guardano con interesse anche al traffico su internet: proporre un servizio come Google Dns significa entrare nella “segnaletica” della rete, nella sua infrastruttura profonda. L’obiettivo dichiarato è di accelerare la velocità di navigazione, soprattutto per le connessioni più lente. Eppure le prime recensioni non sono entusiaste, come racconta Seeking Alpha. Scrive Dan Rayburn: “La maggior parte dei consumatori non sono abbastanza esperti da voler cambiare le loro impostazioni per internet, o non gli importa. Ma se dovessero farlo, mi sembra che la società che potrebbe risentirne sarebbe Akamai”.
Da mesi, poi, sui giornali rimbalzano le polemiche tra Rupert Murdoch, magnate di Sky (che sul web controlla anche il social network MySpace) e Google. A Mountain View sperimentano nuove soluzioni per l’editoria online: Living stories, per esempio, è nata da un accordo con New York Times e Washington Post. Riunisce gli articoli legati al medesimo tema pubblicati dalle due testate e integra la possibilità di commentare: un prototipo per un social network delle news. Avvisa i lettori di aggiornamenti sulle storie che stanno seguendo, attraverso email o feed rss. Tra i principali nodi spinosi ci sono i micropagamenti, necessari per facilitare l’acquisto di articoli o altri contenuti. Google starebbe lavorando a un’evoluzione di Checkout, ma non sono noti i tempi di attesa per l’arrivo online del nuovo servizio.
L’espansione dell’azienda di Mountain View, però, non è priva di difficoltà. Di recente, per esempio, Google ha lanciato un’applicazione per cellulari (con sistema operativo Andorid) che è in grado di identificare gli oggetti inquadrati dalla fotocamera, spostando la capacità di trovare informazioni dal testo alle immagini. Eppure Goggles, questo il nome del software, ha suscitato non poche perplessità nel mondo anglosassone. Tanto che è stato sospeso in attesa di chiarimenti con le autorità. La privacy, infatti, resta una questione aperta: il ceo di Google, Eric Schmidt, ha detto che “se non vuoi che qualcuno venga a sapere qualcosa, non dovresti farlo”, riferendosi alla possibilità di trovare informazioni attraverso il motore di ricerca. Ma pochi sono convinti che sia un problema così semplice da risolvere.

Categoria: Comunicati stampa | Tags: Akamai, Alpha, che, Dan Rayburn, Di, Eric Schmidt, informazioni su internet, Non, Per, Per BigG, Rupert Murdoch, Steve Jobs, Una

Emawebdesign: quali saranno il futuro di Google e della Rete?

Inserito il 16 dicembre 2009 by Rudy Bandiera
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google2Interessante intervista multipla del sito Emawebdesign.com ad alcuni esponenti di spicco del mondo dell’Internet italiano, ai quali è stato chiesto come e quale sarà il futuro di Google, dei social network e di altre cose riguardanti il nostro amato Web 2.0.
Gli intervistati sono Rudy Bandiera, Riccardo Esposito, Francesco Gavello e Daniele Ghidoli.

1) Il 2010 sarà un anno in cui Google introdurrà molte novità prima tra tutte Caffeine. Secondo te, in un anno di grandi cambiamenti, i concorrenti di Google riusciranno a guadagnare fette di mercato importanti o Google rimarrà indiscusso dominatore del search?

Ecco la risposta di Rudy Bandiera:

Penso, e sono quasi certo di non sbagliare, che Google rimarrà il dominatore incontrastato del search… per il prossimo anno :-)
Infatti, lo sappiamo benissimo tutti, il mondo informatico ed in particolare quello del Web, si muovono a velocità straordinarie e quello che è impensabile oggi potrebbe essere del tutto acclarato domani. Faccio un esempio pratico: io, se qualcuno 10 anni fa mi avesse detto che Microsoft nel 2009 non sarebbe stata l’azienda più influente in campo informatico, non ci avrei creduto. D’altronde come si poteva immaginare che il centro delle applicazioni si sarebbe spostato dalle macchine di ognuno di noi a macchine “centralizzate” o al cluod computing o alla esternalizzazione dei servizi che ha reso straordinariamente potente Google? Penso che Caffeine sarà un progetto di successo ma non è possibile escludere che Bing, per esempio, non riesca a trovare un algoritmo così performante da sconvolgere i parametri odierni di ricerca, o che non trovi un modo di fidelizzare gli utenti al quale nessuno oggi ha ancora pensato. Non si tratta solo di tecnicismi ma, paradossalmente, di spostare la fantasia in avanti.

Ecco la risposta di Riccardo Esposito di MySocialWeb:

A questa domanda purtroppo non possiamo ancora dare una risposta. Nel 2009 Google ha dimostrato ancora una volta il suo dominio sul web, ma ci sono delle realtà che seppur con grande difficoltà stanno guadagnando l’interesse degli internauti. Una su tutte è quella proposta da Bing.

Ecco la risposta di Francesco Gavello:

Credo che Google rimarrà lo standard de facto ancora per molto tempo. Caffeine solo in parte risposta al real time search originale di Twitter e le diverse altre innovazioni che big G. ci regala di tanto in tanto contribuiranno fortunatamente a mantenere viva la competizione tra tutti i suoi concorrenti, con gli ovvi vantaggi sia per addetti del settore che per semplici utenti. Per il resto, nel 2010 spero di sentire parlare ancora più spesso di Bing :)

Ecco la risposta di Daniele Ghidoli di BigThink:

Attualmente Google vanta una quota dell’80% del mercato mondiale di ricerca e, nonostante gli sforzi di Bing, sono convinto che rimarrà il dominatore del search. Google Caffeine sembra promettere bene, grazie all’aumento della velocità nelle ricerche, ma soprattutto all’incremento dei risultati di ricerca: insomma, Google cerca di battere se stesso. Gli unici rivali che potrebbe temere sono le ricerche in real time di Twitter e FriendFeed, ma anche su questo piano BigG si sta mettendo in pari.

Leggi l resto dell’intervista su Emawebdesign

Categoria: Comunicati stampa | Tags: Bing, che, Francesco Gavello, gavello, google, Nel, Per, Riccardo Esposito, Rudy Bandiera, Una

Un sito web per news e approfondimenti sui brand della fotografia

Inserito il 15 dicembre 2009 by Michele Ferrara
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newsC’è un nuovo portale italiano (www.newsfotografia.com)che raccoglie news e approfondimenti pubblicati dalle aziende fotografiche.
Il portale prevede per le aziende la possibilità, registrando un account gratuito, di creare una pagina personale e pubblicare, in totale autonomia, segnalazioni e veri e propri articoli. Una panoramica completa di settore, dunque, che si prefigge di offrire spunti qualificati sia agli utenti professionisti e prosumer, sia alla grande fetta dei consumer puri che approcciano la fotografia, per passione o necessità, ricorrendo a strumenti meno sofisticati tecnologicamente, ma ugualmente performanti ed evoluti.
La validità dell’iniziativa è garantita dalla stessa piattaforma “madre” da cui NewsFotografia deriva, www.photographers.it, in assoluto il portale di fotografia più noto in Italia, con dati di penetrazione e diffusione di contenuti sul settore professionale e prosumer in costante crescita.
In pratica i profili e i contenuti dei cosiddetti utenti business vengono richiamati sul nuovo portale garantendogli ulteriore visibilità e creando di fatto un canale specifico per quanti in cerca di informazioni di stampo consumer.

Il mercato della fotografia, del resto, è in costante trasformazione: nuovi canali di fruizione e promozione, una presenza sempre più massiccia e autorevole del web, incubatori di idee e contaminazione fra i linguaggi, il tutto calato in un vasto universo di fotocamere, software, consumabili, accessori e periferiche in cui non sempre è facile orientarsi.
Ecco allora il valore aggiunto di una piattaforma che sappia parlare tanto all’esperto quanto a chi è alle prime armi e li metta, in un certo qual modo, direttamente a contatto con le aziende. Quest’ultime, al contempo, assumono i connotati di un interlocutore, fonte referenziata di informazioni, allontanandosi da pratiche di promozione commerciale fine a se stessa.
Allo stesso modo, grande spazio per tutte le realtà (spazi espositivi, agenzie, fondazioni, associazioni, studi e laboratori, festival ecc.) che con le loro iniziative, anche quando di stampo spiccatamente culturale o didattico, devono inevitabilmente misurarsi col mercato e le sua dinamiche.

Categoria: Comunicati stampa | Tags: che, fetta, portale italiano, Una
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