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Tag Archives: network

Facebook,Twitter,Skype:i social network in prima linea,unico mezzo d’informazione con Haiti – ItalianBloggers.it

Inserito il 15 gennaio 2010 by 81luca14
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» Facebook,Twitter,Skype:i social network in prima linea,unico mezzo d’informazione con Haiti

La rete dei social network ha vinto ancora una volta la sfida del blackout informativo, imposto dai regimi autoritari o, come a Haiti, causato da una catastrofe naturale: a poche ora dalla tragedia…
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Categorie: Cronaca, Curiosità, Internet, Skype, Social Network,
Articolo scritto da 81luca14 per Italian Bloggers

Categoria: Comunicati stampa | Tags: facebook, Haiti, network, prima linea

Il passaparola online? Email e Facebook

Inserito il 21 dicembre 2009 by Luca Dello Iacovo
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sharethis

Come vengono condivise le informazioni online? Capita di leggere un articolo interessante o di vedere una presentazione significativa. ShareThis è un widget utilizzato per segnalre al pubblico differenti sistemi di condivisione delle informazioni: social bookmarking (segnalibri condivisi online, come del.icio.us), social network, twitter e la tradizionale posta elettronica. Secondo ShareThis, lo strumento prevalente è l’invio di email. Al secondo posto, si piazza Facebook con il 33% delle condivisioni: i profili personali, infatti, permettono di pubblicare link. Il 14% dei contenuti diffusi verso altri utenti, invece, passa attraverso altri social network. I microblog di twitter raggiungono il 6%: il dato può sembrare sottostimato, ma bisogna ricordare che ShareThis registra unicamente il traffico attraverso il suo widget. Non considera, quindi, i link pubblicati su twitter attraverso piattaforme specializzate (tweetdeck, hootsuite) oppure direttamente sul sito ufficiale.
Sommando, quindi, le percentuali di social network e twitter si raggiunge il 53%: la maggior parte delle persone che ha usato il widget, dunque, ha scelto un canale dei social media. E’ un comportamento che indica, seppur nei suoi limiti, la diffusione di una consuetudine nell’utilizzo delle reti sociali come network per la distribuzione capillare dei contenuti, più intuitivo e rapido della posta elettronica. Gli utenti, infatti, preferiscono i social media: la condivisione parte dalle piattaforme dei social network (come Facebook, dove avviene anche ripubblicando link postati da altri, oppure su twitter, attraverso i retweet) e poi si propaga ad altri luoghi del web: l’Huffington Post, un blog diventato nel tempo un network d’informazione online, sperimenta da tempo Facebook connect: è un’interfaccia che permette di integrare Facebook nel blog, rendendo possibile la segnalazione agli amici dei contenuti più interessanti, conoscendo anche quali sono state le loro preferenze durante la navigazione nell’Huffington Post.

Categoria: Comunicati stampa | Tags: Al, diffusi, huffington post, network

Ascesa e declino di MySpace: una lezione sulla complessità dei social media

Inserito il 18 dicembre 2009 by Luca Dello Iacovo
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myspace1

La fiducia del pubblico è decisiva per il successo delle piattaforme sociali online: a raccontarlo è Scott Anthony in un articolo per Bloomberg, il network d’informazione economica dell’ex sindaco di New York, Michael Bloomberg. E’ l’analisi dell’ascesa, del declino e dell’attuale ricerca di identità di MySpace, il social network acquistato da Rupert Murdoch, magnate di News Corp, nel 2005. Il team che aveva progettato fin dall’inizio la rete sociale online è stato messo in secondo piano dopo la vendita: eppure, aveva dimostrato di saper gestire la crescita di una piattaforma complessa, (allora era il social network più diffuso al mondo e il più frequentato in Italia). Ma le competenze di Chris de Wolfe, il fondatore di MySpace, e di altri non sono state valorizzate. L’obiettivo è stato fin da subito la ricerca della sostenibilità economica per il social network, attraverso la moltiplicazioni degli annunci pubblicitari. E le persone hanno iniziato a migrare verso Facebook, trasformando l’identità di MySpace: da social network generalista è diventato un luogo di ritrovo per gli appassionati di musica. Negli Stati Uniti, inoltre, è molto frequentato dai giovani afroamericani. Prima di MySpace, il caso più controverso è stato Friendster: apparso su internet come uno dei primi social network, ha avuto successo a partire dalla California per poi diffondersi in altri stati. Poi il declino, dovuto soprattutto alla difficoltà di offrire un ambiente adatto alle band musicali. Nelle Filippine è diventato il social network più frequentato, un vero e proprio punto di riferimento nel sud est asiatico. Dove sembrava aver costruito una nicchia solida, finché non è arrivato Facebook a scalzarlo dalla prima posizione. Per adesso il social network di Mark Zuckerberg non ha rivali in Europa, negli Stati Uniti, in Africa e in alcuni paesi asiatici. Ma il rapporto con il pubblico resta complesso: se da un lato sono accessibili opzioni granulari per gestire la privacy, dall’altro la recente decisione di ampliare la possibilità di scelta per rendere pubblico il proprio profilo personale ha sollevato le perplessità di alcune organizzazioni, come la Electronic Frontier Foundation. Ma gli utenti, per adesso, non sembrano particolarmente attenti alle diverse opzioni disponibili per gestire la loro identità su Facebook.

Categoria: Comunicati stampa | Tags: Africa, Anthony in un articolo per Bloomberg, California, Chris, Chris de Wolfe, E, facebook, il network d’informazione economica dell’ex sindaco di New York, Mark Zuckerberg, Michael, Michael Bloomberg, negli stati uniti, network, New York, Per, Rupert, Rupert Murdoch, Scott, Scott Anthony

Social media crossmediali

Inserito il 13 novembre 2009 by Luca Dello Iacovo
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Social network, microblog, blog: non sono soltanto in grado di alimentare il passaparola nell’universo del web 2.0, ma possono diventare piattaforme per sviluppare nuove opportunità in collegamento con altri eventi, online e offline. Facilitando la circolazione di idee, messaggi, opinioni. Jason Baer ricorda cinque strategie per integrare il web 2.0 in una prospettiva crossmediale: riunendo, cioè, differenti mezzi di comunicazione che amplificano i messaggi. Il primo è l’ibridazione tra social media e search marketing: social network come Facebook permettono un’ampia distribuzione di contenuti (testi, video, audio) verso community collegate tra loro in grandi cluster e piccole nicchie. In particolare, Facebook diventa una piattaforma per la diffusione virale di contenuti (attraverso i profili personali), ma anche uno spazio per aprire un canale diretto con il pubblico (le pagine per i fan). I social media, inoltre, permettono di perfezionare l’utilizzo delle email: i testi, sottolinea Baer, possono essere condivisi nei profili dei social network. E’ un’opportunità da non trascurare per associare alla circolazione privata (nella propria casella di posta elettronica) una diffusione pubblica proposta dai destinatari dei messaggi. La terza strategia di integrazione crossmediale riguarda i social media e convegni, seminari, meeting. Una lezione ampiamente compresa dai barcamp. Il pubblico non è costituito unicamente dalle persone presenti in sala: c’è un secondo cerchio formato dalle persone interessate che cercano informazioni attraverso internet. Questo pubblico può essere coinvolto attraverso strumenti come Slideshare, uno spazio per condividere le slide. “Molte delle mie presentazioni sono state viste da 40 persone” ricorda Baer “ma su internet sono state visionate migliaia di volte”. Convegni e seminari sono momenti che facilitano la circolazione di informazione: twitter si è dimostrato un canale efficace per il passaparola e la conversazione in diretta. L’ultimo aspetto affrontato da Baer è il rapporto tra social media e ricerche di mercato: di fatto, social network e blog permettono di chiedere direttamente un’opinione al pubblico. In modo rapido ed economico, migliorando anche la qualità e la velocità dei feedback.
Secondo l’università di Harvard, nel 2009 la crescita dei social media è stata esponenziale: negli Stati Uniti twitter ha fatto un balzo del 1382%. Il prestigioso ateneo evidenzia alcune tendenze che nel corso del 2010 potrebbero diventare evidenti. Per esempio, una diminuzione della “socialità”, conseguenza dell’affollamento sulle piattaforme e della difficoltà di filtrare i contenuti. Inoltre, per le aziende aumenta l’impegno nel seguire il pubblico attraverso i social media per migliorare i servizi di assistenza. Anzi, potrebbero iniziare ad apparire “social media policy”: sistemi di gestione delle comunicazioni attraverso social network e microblog. I cellulari e l’accesso in mobilità (per divertimento o per lavoro) vedranno una progressiva diffusione: location based services come Foursquare acquisteranno un ruolo crescente nella costruzione di modelli di business. Infine, “sharing no longer means email”: sarà consacrata l’affermazione dei social media accanto alle email per condividere informazioni.

Categoria: Comunicati stampa | Tags: casella di posta elettronica, Jason Baer, network, Per, Una

Farmville: videogiochi e pubblicità cercano politiche più chiare

Inserito il 9 novembre 2009 by Luca Dello Iacovo
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Farmville

Lo scandalo di Scamville continua. E i suoi effetti si propagano a macchia d’olio. Chiede scusa Mark Pincus, il ceo dell’azienda accusata di truffare gli utenti. Si dimette Anu Shukla, la “regina dello spam”. E Facebook sospende altri due network pubblicitari sulla sua piattaforma. Tutto è iniziato una settimana fa, quando Techrunch ha rivelato che i giochi sul social network (come Farmville, la fattoria abitata da 62 milioni di persone, progettata dalla software house Zynga) hanno raggiunto fatturati da record anche in modo poco trasparente: hanno venduto beni virtuali (come i semi per la fattoria) a utenti che li hanno pagati. Ma gli utenti che hanno guadagnato monete virtuali senza usare la carta di credito (e quindi, per esempio, rispondendo a sondaggi) potrebbero aver ceduto dati personali senza saperlo a terze parti. E’ stato un terremoto nel mondo dei social network e delle agenzie di pubblicità online, seguito da rivelazioni e dibattiti.
Mark Pincus, il ceo di Zynga, ha deciso un pubblico mea culpa, dichiarando che le offerte-truffa saranno rimosse.
Sembrerebbe un lieto fine, ma non è così. Mike Arrington, fondatore di Techcrunch e autore dell’articolo-scoop, è andato a controllare i giochi di Zynga su Facebook dopo le scuse di Pincus: ha trovato altri annunci pubblicitari che invitano gl utenti a cedere dati personali. Finora, dunque, non è cambiato nulla. Anzi, secondo Arrington è un giro d’affari troppo importante perché Facebook rinunci. Quanto potrebbe valere? Business insider prova una stima: Zynga spenderebbe in pubblicità sul social network più grande del mondo circa 6 milioni di dollari al mese, cioè 72 milioni di dollari l’anno. Se fosse vero, sarebbe il 13% del fatturato di Facebook.
Ma l’inchiesta di Techcrunch ha avuto anche un effetto immediato su un’altra società coivolta, Offerpal Media: il ceo Anu Shukla ha rassegnato le dimissioni, bollata come “Regina dello spam”. Al suo posto è arrivato George Garrick. Che ha messo subito le cose in chiaro, sostenendo che d’ora in poi ogni offerta di Offerpal Media rispetterà gli standard di integrità e qualità. Inoltre, secondo Garrick, sarà controllata qualsiasi inserzione prima della distribuzione sul network.
E Facebook che cosa dice? “Dall’introduzione degli aggiornamenti per le policy degli annunci di terze parti sulla piattaforma di Facebook a luglio, abbiamo disabilitato due interi network pubblicitari e abbiamo ricondotto alla compliance più di cento applicazioni per violazioni legate alle offerte in diverse regioni del mondo: più della metà delle applicazioni aveva oltre un milione di utenti attivi mensili”. Il social network di Mark Zuckerberg ha inoltre disabilitato altri due network. Ma dichiara anche di non essere l’unico sul banco degli accusati: “E’ responsabilità degli sviluppatori e dei network pubblicitari di assicurarsi che i contenuti su applicazioni di terze parti siano appropriati”.

Categoria: Comunicati stampa | Tags: Al, che, E Facebook, E i, Garrick, George Garrick, Mark Pincus, Mark Zuckerberg, mea culpa, Mike Arrington, network, Regina
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