Siti Web Ferrara

Siti internet professionali

  • Home
  • Contatti
Twitter Facebook RSS
Tag Archives: Mark Zuckerberg

Ascesa e declino di MySpace: una lezione sulla complessità dei social media

Inserito il 18 dicembre 2009 by Luca Dello Iacovo
Nessun Commento

myspace1

La fiducia del pubblico è decisiva per il successo delle piattaforme sociali online: a raccontarlo è Scott Anthony in un articolo per Bloomberg, il network d’informazione economica dell’ex sindaco di New York, Michael Bloomberg. E’ l’analisi dell’ascesa, del declino e dell’attuale ricerca di identità di MySpace, il social network acquistato da Rupert Murdoch, magnate di News Corp, nel 2005. Il team che aveva progettato fin dall’inizio la rete sociale online è stato messo in secondo piano dopo la vendita: eppure, aveva dimostrato di saper gestire la crescita di una piattaforma complessa, (allora era il social network più diffuso al mondo e il più frequentato in Italia). Ma le competenze di Chris de Wolfe, il fondatore di MySpace, e di altri non sono state valorizzate. L’obiettivo è stato fin da subito la ricerca della sostenibilità economica per il social network, attraverso la moltiplicazioni degli annunci pubblicitari. E le persone hanno iniziato a migrare verso Facebook, trasformando l’identità di MySpace: da social network generalista è diventato un luogo di ritrovo per gli appassionati di musica. Negli Stati Uniti, inoltre, è molto frequentato dai giovani afroamericani. Prima di MySpace, il caso più controverso è stato Friendster: apparso su internet come uno dei primi social network, ha avuto successo a partire dalla California per poi diffondersi in altri stati. Poi il declino, dovuto soprattutto alla difficoltà di offrire un ambiente adatto alle band musicali. Nelle Filippine è diventato il social network più frequentato, un vero e proprio punto di riferimento nel sud est asiatico. Dove sembrava aver costruito una nicchia solida, finché non è arrivato Facebook a scalzarlo dalla prima posizione. Per adesso il social network di Mark Zuckerberg non ha rivali in Europa, negli Stati Uniti, in Africa e in alcuni paesi asiatici. Ma il rapporto con il pubblico resta complesso: se da un lato sono accessibili opzioni granulari per gestire la privacy, dall’altro la recente decisione di ampliare la possibilità di scelta per rendere pubblico il proprio profilo personale ha sollevato le perplessità di alcune organizzazioni, come la Electronic Frontier Foundation. Ma gli utenti, per adesso, non sembrano particolarmente attenti alle diverse opzioni disponibili per gestire la loro identità su Facebook.

Categoria: Comunicati stampa | Tags: Africa, Anthony in un articolo per Bloomberg, California, Chris, Chris de Wolfe, E, facebook, il network d’informazione economica dell’ex sindaco di New York, Mark Zuckerberg, Michael, Michael Bloomberg, negli stati uniti, network, New York, Per, Rupert, Rupert Murdoch, Scott, Scott Anthony

Social media per le organizzazioni non profit

Inserito il 14 dicembre 2009 by Luca Dello Iacovo
Nessun Commento

Per le organizzazioni non profit, i social media sono un’opportunità da non sottovalutare. Soprattutto su base locale: permettono, infatti, di raggiungere il pubblico in modo capillare. Il principale investimento è nel tempo impiegato per progettare iniziative e coinvolgere le persone. Ma, come mostra la storia di una piccola ong, i social network possono diventare una piattaforma per raccogliere finanziamenti attraverso la collaborazione del pubblico online. L’associazione è “Find the cure” ed è stata fondata da alcuni medici a Savona che, circa due anni fa, hanno aperto un profilo su Facebook. Alcuni ragazzi della zona hanno scoperto “Find the cure” attraverso la rete sociale online e hanno deciso di raccogliere piccoli contributi durante feste e altri eventi. Sono somme di denaro che hanno contribuito a finanziare le missioni umanitarie all’estero, come i medcamp.
Sul blog di Social media today, Chad Norman propone alcuni consigli per le organizzazioni non profit. Sono idee che non richiedono competenze specifiche, ma possono contribuire a coinvolgere le persone e facilitare la raccolta di fondi. Su Facebook, per esempio, è utile aprire una fan page che permette alle persone di pubblicare commenti, fotografie, video (attraverso “Wall”). Oppure aggiungere il feed rss del blog con l’applicazione Notes: è una scelta che consente di aggiornare la pagina in modo automatico. Adattare alle proprie esigenze una fan page non è complesso: si possono usare le tab in alto (a partire dall’opzione “edit settings” sotto la fotografia) per aggiungere contenuti come le presentazioni in power point. Come? Basta entrare nel sito di Slideshare e aggiungere l’applicazione per Facebook: le slide caricate online su Slideshare appariranno anche sulla fan page. Il social network fondato da Mark Zuckerberg, inoltre, aiuta a lanciare eventi (feste, cineforum, convegni): a differenza della posta elettronica, permette lo sviluppo di una discussione online con i membri dell’ong e gli iscritti di Facebook.
Con twitter è importante differenziare le possibilità di partecipazione in modo da rispondere alle specifiche richieste del pubblico. Chi ha già aperto un account sul microblog, infatti, può selezionare i suoi contatti su twitter nel settore non profit e riunirli in una lista specializzata (qui un esempio – oltre 180 contatti – che vede persone impegnate nel non profit, associazioni, istituzioni internazionali). In questo modo, diventa più semplice per le persone interessate trovare un canale per ricevere informazioni, idee e opinioni. Stimolare le discussioni e partecipare, poi, è un momento importante per coinvolgere le persone online, soprattutto su base locale nelle grandi città. E ancora: twitter è anche una sorta di bacheca per gli annunci che permette di segnalarsi ai volontari ed è uno spazio utile per condividere fotografie delle attività organizzative (attraverso twitpic). Anche YouTube è uno spazio di comunicazione importante: la proposta di Chad Norman è di aprire un canale sul sito di videosharing e lanciare una gara su un tema: per esempio, pubblicando sul web un video e chiedendo al pubblico altri filmati in risposta. Un gruppo tematico su Flickr (la piattaforma per condividere immagini), invece, può contribuire allo sviluppo di veri e propri album tematici online. Per chi crede nel motto “show, don’t tell” (mostra, non parlare).

Categoria: Comunicati stampa | Tags: Chad, Chi, Con, facebook, Mark Zuckerberg, Per, posta elettronica, Savona, Una

5 links #9

Inserito il 10 dicembre 2009 by Giorgio Marandola
Nessun Commento

Cinque notizie interessanti pubblicate sul web durante la scorsa settimana.

Top 10 Real-Time Technologies of 2009

Secondo Read Write Web, la diffusione del real-time web è stata uno dei trend predominanti quest’anno e, nel corso del prossimo, questo nuovo modo di fruire i contenuti diverrà uno degli standard della rete. Read Write Web ha stilato una classifica dei migliori player di questo settore.

Foursquare And Pepsi Team Up For Charity

Sembra proprio che le più grandi compagnie mondiali stiano cominciando a tenere in seria considerazione Foursquare. Questa settimana, infatti, il sempre più celebre location-based game e Pepsi hanno stretto un accordo per raccogliere fondi a favore della onlus CampInteractive.

Researchers Say the Social Web Improves Kids’ Literacy (Geeks Say ‘Duh’)

Secondo un recente sondaggio, i ragazzi che hanno un blog, usano i social media, oppure semplicemente sono utenti assidui di Facebook, possiedono doti di scrittura migliori rispetto a chi non fa uso degli strumenti del Web 2.0. All’interno del campione, composto da 3.000 giovani di un’età compresa tra i 9 ed i 16 anni, il 24% scrive regolarmente su un proprio blog e l’82% invia frequentemente sms.

Facebook Connect: 365 Days, 60 Million Users, 80,000+ Web sites

Il 4 dicembre 2008 Facebook Connect ha fatto la sua prima apparizione nel web, rappresentando la maggior estensione in rete del social network creato da Mark Zuckerberg. L’azienda ha rivelato che nel corso dell’anno Facebook Connect è stato implementato in più di 80.000 siti web, dati che dimostrano il successo di questa piattaforma per l’autenticazione.

Beware brand fragmentation
Con lo sviluppo del web sociale e dei tool collaborativi, i luoghi della rete che i brand presidiano per raggiungere i loro pubblici stanno vivendo una fase di frammentazione. La presenza di tanti servizi richiede quindi una strategia di comunicazione uniforme e integrata. Partendo da un esempio di successo precedente al web 2.0 (il caso di Mama’s Cucina risale al 1999) Shel Holtz illustra le caratteristiche vincenti dell’utilizzo dei social media da parte delle aziende.
Categoria: Comunicati stampa | Tags: Charity Sembra, Con, Mama, Mark Zuckerberg, pepsi team, Read Write, real time technologies, web

Facebook: non rallenta, anzi cresce fino a 350 milioni di utenti

Inserito il 4 dicembre 2009 by Luca Dello Iacovo
Nessun Commento

Una crescita del 20% in due mesi: Facebook non arresta la sua diffusione nel mondo. Ha superato MySpace in Europa e Stati Uniti come primo social network. E in Brasile prova a insidiare la leadership di Orkut (progettato da Google). Facebook ha raggiunto ormai 350 milioni di utenti attivi, superando anche il rivale cinese Qzone (lanciato dalla Tencent, un colosso dell’internet cinese, quotato alla borsa di New York).
Ma l’espansione globale non sembra arrestarsi al crescere del pubblico. Che ha intensificato la sua capacità di produrre contenuti (immagini, testi, video) nel perimetro della piattaforma. I numeri dichiarati dal social network di Mark Zuckerberg, infatti, continuano ad essere notevoli: le fotografie caricate sono 2,5 miliardi ogni mese (500 milioni in più rispetto a quanto dichiarato a settembre). Da tempo ha sorpassato Flickr, rivolto ad un pubblico sempre più specializzato di fotografi amatoriali. Secondo i dati diffusi da Facebook, inoltre, ogni giorno vengono pubblicati 40 milioni di aggiornamenti di status: una funzione che mette il social network in competizione con twitter. Anche se gli ambiti sono differenti: se i profili delle persone sulla rete sociale online sono prevalentemente privati, nei microblog gli utenti inviano tweet e link in forma generalmente pubblica (anche se possono proteggere i loro update). In generale, i pezzi di informazione distribuiti attraverso il network sono 3,5 miliardi: è un’ampia gamma di dati che va dai link alle note collettive. E le fan page? Sono 1,6 milioni quelle attive: hanno raggiunto cinque miliardi di sottoscrizioni (ogni membro del social network può diventare fan di più pagine online). Gli utenti attivi che si connettono da dispositivi mobili rappresentano un gruppo di frontiera per lo sviluppo di applicazioni: sono 65 milioni nel mondo. L’abitudine di accedere in mobilità rappresenta un interessante settore di sperimentazione: perché già adesso, all’interno della piattaforma, sono disponibili applicazioni non soltanto per giocare (come Farmville), ma anche per lavorare in mobilità (per esempio, l’integrazione con il pacchetto di applicazioni di Zoho). Le informazioni sul grafo sociale delle persone (cioè gli utenti con cui sono collegate), invece, aiutano a formulare un’immagine, seppur frammentaria, delle interazioni e dei legami all’interno di Facebook: l’utente medio ha 130 “friend”, trascorre 55 minuti sul social network e pubblica 25 commenti al mese.
E in Italia? A raccontare come cambiano le abitudini nazionali su Facebook è il blog Vincos, dove è possibile trovare una mappa globale dei social netwotk online (citata anche dal Wall Street Journal). Tra le segnalazioni, quella dell’Open graph può contribuire a cambiare i confini tra le piattaforme di social networking e il resto del web: le aziende, infatti, potranno integrarsi con la rete sociale di Facebook senza entrare direttamente con una pagina da pubblicare.

Categoria: Comunicati stampa | Tags: borsa di new york, che, E, Mark Zuckerberg, New York, rete sociale, sono, Una, Wall Street

Twitter e Facebook: come influenzano comportamenti online e nel mondo fisico

Inserito il 20 novembre 2009 by Luca Dello Iacovo
Nessun Commento

Quanto Twitter influenza le scelte del pubblico? Una ricerca condotta da Performics e ROI Research ha analizzato il comportamento online di 3.000 persone iscritte al sito di microblogging: la metà dei partecipanti allo studio si è informata su un brand attraverso un motore di ricerca in seguito ai consigli di una persona seguita su Twitter (via Brian Solis). Il passaparola online, insomma, ha aspetti simili ai consigli offerti da amici e colleghi. A muoverli è il desiderio di capire qualcosa in più. Il 44% delle persone ascoltate, inoltre, ha dichiarato di aver condiviso informazioni su un marchio all’interno della propria rete sociale online.
Ma come sono usati i social network in Italia? Di recente il Censis ha pubblicato una ricerca sul loro utilizzo: Messenger, Facebook e Twitter sono i più utilizzati per scambiarsi pettegolezzi. Perché le persone si iscrivono su Facebook? Conservare i contatti con gli amici resta il principale motivo per entrare nella rete sociale online fondata da Mark Zuckerberg: lo hanno indicato il 78% delle persone. Al secondo posto, ritrovare ex compagni di scuola e colleghi (57%). La maggior parte degli iscritti preferisce accedere al sito nelle ore serali (68%).
Cosa fanno le persone su Facebook? Leggono i messaggi nelle bacheche degli amici (41,2%), inviano comunicazioni personali (40,5%), chattano con le altre persone in linea (35,7%). Dato molto significativo: il 10% degli intervistati ha preso parte a eventi che ha scoperto attraverso Facebook, dagli spettacoli alle manifestazioni politiche.
Una recente conferenza ha esplorato le prospettive dei social media nei prossimi anni, cercando di comprendere quali tendenze possono emergere dalla convergenza delle attività sui social network, microblog e blog. Webmetrics Guru, per esempio, ricorda le previsioni di Forrester Research: l’ “Era del social context” inizierà l’anno prossimo per raggiungere la maturità nel 2012. Il mondo dei media sociali sarà integrato con l’analisi del comportamento degli utenti in rete: sistemi di web analytics, crm (customer relationship management), search query data. A cambiare sarà anche il vocabolario con l’arrivo di parole nuove per il dizionario.
Per capire un mondo in rapida evoluzione, infatti, è necessario analizzare le dinamiche anche con un lessico diverso. Jason Falls di Social media explorer propone di considerare quattro aree per una social media strategy di successo: brand intelligence, consumer insights, community behaviour, tools&platforms. La brand intelligence è la capacità di raccogliere e valutare informazioni su un marchio disponibili pubblicamente. L’espressione consumer insights è definita da Jason Falls come “la combinazione di audience research, creazione di profili e vari grafici”. L’aspetto più legato allo sviluppo dei social media è l’osservazione dei community behaviour: come le persone condividono informazioni online e comunicano su internet.

Categoria: Comunicati stampa | Tags: Al, Brian Solis, comunicazioni personali, Di, Forrester Research, Jason Falls, manifestazioni politiche, Mark Zuckerberg, Per, persone, ROI, Una

Farmville: videogiochi e pubblicità cercano politiche più chiare

Inserito il 9 novembre 2009 by Luca Dello Iacovo
Comments off

Farmville

Lo scandalo di Scamville continua. E i suoi effetti si propagano a macchia d’olio. Chiede scusa Mark Pincus, il ceo dell’azienda accusata di truffare gli utenti. Si dimette Anu Shukla, la “regina dello spam”. E Facebook sospende altri due network pubblicitari sulla sua piattaforma. Tutto è iniziato una settimana fa, quando Techrunch ha rivelato che i giochi sul social network (come Farmville, la fattoria abitata da 62 milioni di persone, progettata dalla software house Zynga) hanno raggiunto fatturati da record anche in modo poco trasparente: hanno venduto beni virtuali (come i semi per la fattoria) a utenti che li hanno pagati. Ma gli utenti che hanno guadagnato monete virtuali senza usare la carta di credito (e quindi, per esempio, rispondendo a sondaggi) potrebbero aver ceduto dati personali senza saperlo a terze parti. E’ stato un terremoto nel mondo dei social network e delle agenzie di pubblicità online, seguito da rivelazioni e dibattiti.
Mark Pincus, il ceo di Zynga, ha deciso un pubblico mea culpa, dichiarando che le offerte-truffa saranno rimosse.
Sembrerebbe un lieto fine, ma non è così. Mike Arrington, fondatore di Techcrunch e autore dell’articolo-scoop, è andato a controllare i giochi di Zynga su Facebook dopo le scuse di Pincus: ha trovato altri annunci pubblicitari che invitano gl utenti a cedere dati personali. Finora, dunque, non è cambiato nulla. Anzi, secondo Arrington è un giro d’affari troppo importante perché Facebook rinunci. Quanto potrebbe valere? Business insider prova una stima: Zynga spenderebbe in pubblicità sul social network più grande del mondo circa 6 milioni di dollari al mese, cioè 72 milioni di dollari l’anno. Se fosse vero, sarebbe il 13% del fatturato di Facebook.
Ma l’inchiesta di Techcrunch ha avuto anche un effetto immediato su un’altra società coivolta, Offerpal Media: il ceo Anu Shukla ha rassegnato le dimissioni, bollata come “Regina dello spam”. Al suo posto è arrivato George Garrick. Che ha messo subito le cose in chiaro, sostenendo che d’ora in poi ogni offerta di Offerpal Media rispetterà gli standard di integrità e qualità. Inoltre, secondo Garrick, sarà controllata qualsiasi inserzione prima della distribuzione sul network.
E Facebook che cosa dice? “Dall’introduzione degli aggiornamenti per le policy degli annunci di terze parti sulla piattaforma di Facebook a luglio, abbiamo disabilitato due interi network pubblicitari e abbiamo ricondotto alla compliance più di cento applicazioni per violazioni legate alle offerte in diverse regioni del mondo: più della metà delle applicazioni aveva oltre un milione di utenti attivi mensili”. Il social network di Mark Zuckerberg ha inoltre disabilitato altri due network. Ma dichiara anche di non essere l’unico sul banco degli accusati: “E’ responsabilità degli sviluppatori e dei network pubblicitari di assicurarsi che i contenuti su applicazioni di terze parti siano appropriati”.

Categoria: Comunicati stampa | Tags: Al, che, E Facebook, E i, Garrick, George Garrick, Mark Pincus, Mark Zuckerberg, mea culpa, Mike Arrington, network, Regina
  • Link

    • assicurazioni
    • Cinguettare
    • E-learning Ferrara
    • Emilia News
    • Fotovoltaico
    • Kontatto abbigliamento e maglieria
    • Lancia Bologna
    • manutenzione linee ferroviarie
    • News Italia
    • Noleggio piattaforme aeree
    • Organizzazione fiere
    • plantari ortopedia
    • Rovigo notizie
    • Software mobile
    • Teak sintetico
    • Voip Ferrara
    • Web agency Ferrara
© Siti Web Ferrara. Proudly Powered by WordPress | Nest Theme by YChong