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Snow Leopard: Tips & Tricks (part 1) – ItalianBloggers.it

Inserito il 8 gennaio 2010 by Andrea
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» Snow Leopard: Tips & Tricks (part 1)

Nel mio primo post ho pensato di parlare del mio amore per la tecnologia, in particolare per il mondo Apple. Di seguito ho inserito alcuni semplici utili comandi, che credo in pochi di noi…
Continua a leggere qui:
http://www.italianbloggers.it/snow-leopard-tips-tricks-part-1/

Categorie: Apple, Hi-Tech, Tips & Tricks,
Articolo scritto da Andrea per Italian Bloggers

Categoria: Comunicati stampa | Tags: Andrea, Di, hi tech, Nel, snow leopard, Tips

Amazon: il successo degli ebook con Kindle

Inserito il 30 dicembre 2009 by Luca Dello Iacovo
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Il giorno di Natale, nel negozio online di Amazon, gli ebook per Kindle sono stati più venduti dei volumi cartacei. E Kindle è stato l’oggetto più regalato. E’ una notizia diffusa dall’ufficio stampa dell’azienda fondata da Jeff Bezos. La giornata record, però è stata il 14 dicembre: “Nel mondo i clienti hanno ordinato 9,5 milioni di pezzi, con un record di 110 al secondo” (qui il comunicato di Amazon).
Le interpretazioni della notizia, però, sono differenti. E aprono uno spiraglio sulla complessità del mutamento in atto. L’imprenditore Stefano Quintarelli, per esempio, sottolinea sul suo blog che “Gli ebook kindle non si comprano, si affittano. Ah, questo linguaggio che ci costringe in schemi mentali del passato…”. Gli ebook non sono semplicemente “doppioni digitali” dei volumi cartacei ma, come hanno già osservato molti, fanno parte di un ecosistema online. E’ un ambiente diverso dalle librerie tradizionali, anche in aspetti fondamentali. Alcuni ebook, infatti, sono disponibili gratuitamente e sono condivisi sul web con licenze creative commons: si tratta, per esempio, di opere che gli autori hanno deciso di pubblicare online permettendo lavori derivati. Altri, invece, sono associati a un dispositivo per la lettura (come nel caso di Kindle).
Pc World dedica proprio a Kindle un’analisi per capire come potrebbe svilupparsi il lettore portatile progettato da Amazon, sotto la spinta dell’annunciato “tablet” di Apple e della concorrenza sul mercato di altri produttori. Di recente negli Stati Uniti l’azienda di Steve Jobs ha ottenuto un altro record: secondo Nielsen, l’iPhone è lo smartphone più venduto negli Usa (è posseduto dal 4% degli utenti di telefonia mobile, seguito dal Rim Blackberry 8300 al 3,7%). L’effetto di un lettore portatile di Apple, dunque, potrebbe preoccupare i vertici di Amazon: l’azienda di Cupertino ha mostrato la capacità di acquisire in breve tempo un vantaggio su produttori consolidati. Sono cinque le evoluzioni più probabili che potrebbero riguardare il dispositivo portatile di Amazon, secondo Pc World. Per esempio, un display a colori: adesso la qualità di rappresentazione delle immagini, infatti, è limitata. Oppure, la scomparsa della tastiera, sostituita da un touch screen sul modello iPhone. Un’altra ipotesi è l’ingrandimento del display per Kindle Dx, una versione dell’ereader adatta alla lettura dei quotidiani (è grande quanto una pagina di un giornale in formato tabloid). E ancora: Amazon modificherà i diritti di utilizzo degli ebook, accettando uno standard aperto? Potrebbe seguire la strada di Apple e sviluppare un ecosistema chiuso (come nel caso dell’ipod e della piattaforma per la vendita di brani iTunes), oppure, sotto la pressione della concorrenza (che, per il momento, non desta preoccupazioni) potrebbe scegliere un approccio alla Google.
Intanto, il Wall Street Journal ha celebrato Amazon come uno dei “vincitori” sul mercato azionario appena riaperto dopo il ponte natalizio: in seguito alla notizia diffusa dal suo ufficio stampa (che, in assenza di altri eventi nel mondo hitech, ha avuto ampia risonanza su twitter, blog e quotidiani online) i titoli dell’azienda fondata da Jeff Bezos hanno guadagnato fino al 2%, chiudendo con un guadagno dello 0,6%.

Categoria: Comunicati stampa | Tags: amazon, Di, E Kindle, Jeff Bezos, lettore portatile, Natale, Nel, Per, rim blackberry, Stefano Quintarelli, Steve Jobs, Wall Street

F-Secure: rapporto annuale sulla sicurezza

Inserito il 17 dicembre 2009 by Michele Ferrara
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fsecure-rapporto-sicurezzaNonostante la recessione che ha colpito l’economia globale, la crescita del malware è stata esponenziale nel 2009. Con la possibilità di disporre di malware “on demand” da parte delle organizzazioni criminali, il numero di varianti di virus e software maligno sembra essere infinito. E’ quanto emerge dall’annuale rapporto sullo stato della sicurezza informatica pubblicato da F-Secure.

“Quest’anno, non abbiamo registrato alcun rallentamento nella crescita delle minacce online, al contrario. Realizzare profitti continua a essere l’obiettivo principale dei creatori di virus”, ha dichiarato Mikko Hyppönen, Direttore dei Laboratori di Ricerca di F-Secure.

La diffusione di Conficker, uno dei worm più pericolosi degli ultimi anni, è senza dubbio tra gli episodi più significativi del 2009 nel campo della sicurezza. Conficker si è diffuso rapidamente nei computer basati sul sistema operativo Windows XP non aggiornati con la patch messa a disposizione da Microsoft a fine 2008, causando seri problemi a molte aziende e istituzioni pubbliche in tutto il mondo.

A differenza di molti worm precedenti, creati e diffusi per puro desiderio di notorietà dei loro autori, Conficker è stato progettato con il preciso obiettivo di creare una botnet di computer infetti in grado di collegarsi a un server di controllo. Il Conficker Working Group, che riunisce numerosi produttori di anti-virus, tra cui F-Secure, ha impedito al worm di creare una botnet. Tuttavia, alla fine del 2009, sono ancora milioni i computer infettati da Conficker.

Il 2009 è stato anche l’anno del lancio di Windows 7, che sostituisce Windows Vista e Windows XP, entrambi con problemi di sicurezza. Windows 7 dimostra di essere un sistema operativo più snello e sicuro rispetto a Vista. Anche una migliore user experience e maggiore sicurezza sono tra i principali trend del 2009 e coincidono con l’emergere dei Notebook.

Nel 2009, gli smartphone sono diventati più potenti e hanno acquisito maggiore popolarità. Sono sempre più utilizzati per attività su Internet, social media compresi, anch’essi cresciuti sensibilmente nel corso dell’anno. Gran parte di questa crescita è stata guidata dall’iPhone e da altri smartphone touchscreen.

Alla fine del 2009 si è verificato il primo caso di attacco agli iPhone jailbroken a scopo di lucro. Alla notizia di un hacker olandese che ha sfruttato la vulnerabilità di un iPhone jailbroken è subito seguita la segnalazione del caso di un ragazzo australiano che ha creato un worm con l’intenzione di ‘dare una bella lezione’ a coloro che non avevano cambiato la password SSH di default. Subito dopo, è stato individuato il primo worm per iPhone jailbroken, progettato per creare una botnet mobile e avere accesso ai dati di online banking.

“Nel 2009, i criminali informatici hanno dimostrato un notevole interesse per le risorse online che possono essere trasformate in beni reali”, continua Hyppönen. “Le loro botnet vengono impiegate per attacchi di search engine optimization, per diffondere soluzioni di sicurezza false e per ospitare siti truffa che portano gli utenti a scaricare malware”.

E l’anno prossimo cosa ci dobbiamo aspettare?

Di seguito, le previsioni degli F-Secure Lab per il 2010 basate sull’analisi delle minacce dell’anno che si sta concludendo:

- Windows 7 acquisirà quota di mercato, mentre Windows XP scenderà sotto il 50% del mercato globale. Migliorerà la sicurezza di Internet nei Paesi avanzati, e mentre i cyber criminali con ogni probabilità concentreranno i loro sforzi su sistemi ancora basati su Windows XP, si potrà forse assistere alla creazione di veri e propri ghetti di malware nei Paesi meno ricchi. Resta da capire se gli hacker continueranno a colpire solamente Microsoft Windows o se estenderanno i loro attacchi anche a OS X e ad altre piattaforme mobili.

- Il supporto real-time nei motori di ricerca come Google e Bing inciderà sulla frequenza e sulle modalità degli attacchi di Search Engine Optimization (SEO).

- La Coppa del Mondo FIFA 2010 stimolerà la creazione di un buon numero di trojan, false biglietterie, spam e attacchi DDoS. Potrebbero verificarsi attacchi SEO già mesi prima delle partite, il cui inizio è previsto per giugno 2010. Nel corso del campionato, le reti di comunicazione mobile del Sud Africa saranno un vero e proprio focolaio di attività.

- Aumenteranno gli attacchi alle banche online con trojan progettati ad-hoc.

- Cresceranno gli attacchi agli iPhone (alcuni forse contro Android e Maemo) e una vulnerabilità 0-day potrebbe essere utilizzata per un attacco su larga scala.

- Cresceranno le attività di spamming “snowshoe”

- E’ probabile almeno un attacco DDoS di vasta portata contro un Paese.

- Potremmo assistere a un attacco su larga scala verso obiettivi come Google Wave.

- Ci saranno attacchi più numerosi a social network come Facebook, Twitter, MySpace, LinkedIn. Facebook ha ormai raggiunto i 350 milioni di utenti e la crescita non sembra voler rallentare: una concentrazione di persone e di dati decisamente allettante per i cyber criminali.

- Con i motori di ricerca in Internet e i social network che si muovono verso il social search, assisteremo anche ad attacchi criminali di social search optimization.

- Con un numero sempre maggiore di persone che utilizza le reti mobili, la quantità di traffico generato da banking online, giochi e dall’utilizzo di social network aumenta di conseguenza. La crescita della popolarità del mobile banking e dell’acquisto di giochi va di pari passo ai tentativi di sfruttare queste attività a scopo di lucro. Le applicazioni di social networking integrate spingono gli utenti mobili a essere sempre connessi: i cyber criminali utilizzeranno tecniche di social engineering per sfruttare questa tendenza.

- Proseguiranno gli attacchi ai giochi online, particolarmente popolari nella regione Asia-Pacific. L’attenzione dedicata alla sicurezza di questi siti è ancora insufficiente e il problema verrà ulteriormente aggravato dal fatto che molti utenti sono giovanissimi e quindi più vulnerabili di fronte a cyber criminali esperti.

- Molti database verranno compromessi da attacchi progettati su misura. I cyber criminali sono ora in possesso delle risorse necessarie per analizzare, pianificare e condurre attacchi di massa.

Categoria: Comunicati stampa | Tags: Africa, Bing, che, Con, Di, Nel, sicurezza informatica, sicurezza windows

Internet o googlenet?

Inserito il 17 dicembre 2009 by Luca Dello Iacovo
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Una volta Google era un motore di ricerca. Da tempo ha allargato i suoi orizzonti. E nelle ultime settimane ha dimostrato che perfino la ricerca di informazioni su internet può essere uno scenario limitato. Per BigG sembra arrivato il momento di spostarsi sull’hardware venduto direttamente al pubblico. L’ultimo annuncio, infatti, è Nexus, lo smartphone che alcuni dipendenti di Mountain View stanno già provando. Secondo il Washington Post, sarà in vendita dal prossimo mese direttamente ai consumatori, almeno negli Stati Uniti. Il costo in negozio non è ancora noto. Il sistema operativo è Android, già utilizzato sugli smartphone della taiwanese Htc. Di fatto, Google entra nella telefonia mobile e sfida il successo dell’iPhone. Non è soltanto una scommessa tecnologica: il modello di Apple è un ecosistema che integra piattaforme (App store, iTunes) e oggetti legati alle piattaforme (iPod, iPhone). Google ha deciso di percorrere la stessa strada di Steve Jobs fino in fondo.
Ma a Mountain View guardano con interesse anche al traffico su internet: proporre un servizio come Google Dns significa entrare nella “segnaletica” della rete, nella sua infrastruttura profonda. L’obiettivo dichiarato è di accelerare la velocità di navigazione, soprattutto per le connessioni più lente. Eppure le prime recensioni non sono entusiaste, come racconta Seeking Alpha. Scrive Dan Rayburn: “La maggior parte dei consumatori non sono abbastanza esperti da voler cambiare le loro impostazioni per internet, o non gli importa. Ma se dovessero farlo, mi sembra che la società che potrebbe risentirne sarebbe Akamai”.
Da mesi, poi, sui giornali rimbalzano le polemiche tra Rupert Murdoch, magnate di Sky (che sul web controlla anche il social network MySpace) e Google. A Mountain View sperimentano nuove soluzioni per l’editoria online: Living stories, per esempio, è nata da un accordo con New York Times e Washington Post. Riunisce gli articoli legati al medesimo tema pubblicati dalle due testate e integra la possibilità di commentare: un prototipo per un social network delle news. Avvisa i lettori di aggiornamenti sulle storie che stanno seguendo, attraverso email o feed rss. Tra i principali nodi spinosi ci sono i micropagamenti, necessari per facilitare l’acquisto di articoli o altri contenuti. Google starebbe lavorando a un’evoluzione di Checkout, ma non sono noti i tempi di attesa per l’arrivo online del nuovo servizio.
L’espansione dell’azienda di Mountain View, però, non è priva di difficoltà. Di recente, per esempio, Google ha lanciato un’applicazione per cellulari (con sistema operativo Andorid) che è in grado di identificare gli oggetti inquadrati dalla fotocamera, spostando la capacità di trovare informazioni dal testo alle immagini. Eppure Goggles, questo il nome del software, ha suscitato non poche perplessità nel mondo anglosassone. Tanto che è stato sospeso in attesa di chiarimenti con le autorità. La privacy, infatti, resta una questione aperta: il ceo di Google, Eric Schmidt, ha detto che “se non vuoi che qualcuno venga a sapere qualcosa, non dovresti farlo”, riferendosi alla possibilità di trovare informazioni attraverso il motore di ricerca. Ma pochi sono convinti che sia un problema così semplice da risolvere.

Categoria: Comunicati stampa | Tags: Akamai, Alpha, che, Dan Rayburn, Di, Eric Schmidt, informazioni su internet, Non, Per, Per BigG, Rupert Murdoch, Steve Jobs, Una

Le schede madri in grado di supportare le future CPU Intel a 32nm dotate di 6 core

Inserito il 14 dicembre 2009 by Michele Ferrara
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P6T Deluxe_2D_LASUS , uno dei principali protagonisti nel mercato delle 3C (Computer, Communication, Consumer Electronics), annuncia di essere già pronta con un’ampia gamma di schede madri in grado di supportare le future CPU Intel a 32nm dotate di 6 core. Leader mondiale nella produzione di schede madri, ASUS dispone già di una linea ampia ed articolata di modelli in grado di accogliere i processori Intel di prossima generazione, conosciuti con il nome in codice ³Gulftown² e basati sulla nuova architettura Intel ³Westmere².

Di seguito l’elenco delle schede madri ASUS Socket 1366 LGA, basate su chipset Intel X58, compatibili con la futura generazione di CPU Intel. Per assicurare un immediato supporto ai nuovi processori e sfruttarne tutta la potenza sarà sufficiente scaricare ed installare l’ultima versione del BIOS in modo semplice e rapido dal sito Web di ASUS (www.asus.it).
Modelli e revision di BIOS richieste

P6X58D Premium
0222
P6TD Deluxe
0209
P6T Deluxe V2
0704
P6T Deluxe
1804
P6T SE
0608
P6T
0904
Rampage II Extreme
1639
Rampage II GENE
1033

Maggiori informazioni su www.asus.it.

Categoria: Comunicati stampa | Tags: 3c computer, D Premium, Di, GENE, Intel, Per, schede madri asus, T Deluxe, T SE

Nasce il who’s who dei motori di ricerca

Inserito il 9 dicembre 2009 by Rudy Bandiera
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Searchenginesindex.com è un nuovo sito che presenta i più influenti e interessanti motori di ricerca di tutti i paesi del mondo. Il nuovo sito renderà più facile da trovare nuovi modi per navigare su Internet.

Conosciamo tutti Google, Bing e Yahoo, ma ne esistono migliaia di altri. www.searchenginesindex.com è l’archivio più completo dei motori di ricerca di tutti i paesi del mondo. E’ stato appena lanciato in otto lingue, “ma presto ne verranno altre – promette il giornalista danese Hans Henrik Lichtenberg, che è stato responsabile per la raccolta e la ricerca di molti motori di ricerca e cataloghi -. Ho scoperto che c’era la necessità di un sito come questo quando alcuni anni fa ero in cerca di giornali di tutti i paesi su www.newspaperindex.com. Così ho notato che gli elenchi dei motori di ricerca o erano incompleti o non erano aggiornati. Con www.searchenginesindex.com vorrei fare qualcosa di diverso, qualcosa che venga aggiornato regolarmente e mantenga i clienti informati quando c’è qualcosa di nuovo “, dice Lichtenberg, che sta mettendo i tasselli finali al sito.
Di ognuno dei 220 paesi in tutto il mondo, nel sito in genere saranno presentati solo 10-30 motori di ricerca e cataloghi.

“E’ per esempio interessante – continua Lichtenberg – che i paesi molto piccoli in Africa non hanno un proprio motore di ricerca con un’unica tecnologia di ricerca. Invece esiste un motore di ricerca, diciamo, pan-Africano, e un altro dell’Africa occidentale che soddisfano le esigenze del continente”.

Searchenginesindex.com ha fatto uno sforzo per trovare i motori di ricerca generale e i più speciali. Allo stesso modo c’è una forte attenzione per i motori molto piccoli, descritti in lingue poco parlate, che compaiono nei singoli paesi accanto alla versione locale di Google per esempio.
www.searchenginesindex.com è utilissimo per studenti, ricercatori, e non da ultimo per il SEO di professionisti e aziende che vogliono assicurarsi che i loro siti possano essere trovati in tutto il mondo.

Il sito www.searchenginesindex.com è libero e gratuito.

Categoria: Comunicati stampa | Tags: Africa, africa occidentale, Bing, c amp, che, Con, Di, Hans Henrik Lichtenberg, Ho

Conversazioni online: strumenti e consigli per pmi

Inserito il 8 dicembre 2009 by Luca Dello Iacovo
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hootsuite

Partecipazione: è una parola chiave per capire il valore dei social media. Avviene in modi diversi a seconda delle piattaforme: commenti (su Facebook), retweet (su twitter), “like” (su Friednfeed o Facebook). Ma come provare a misurarla? Sarah Evans suggerisce alcuni strumenti e il modo in cui impiegarli per ottenere una valutazione delle attività del pubblico online. Per esempio, come avere una stima del traffico legato al un link? Bit.ly è un servizio online che permette di accorciare gli indirizzi web: mostra anche, per ogni url ridotta, alcuni indicatori (numero di click, origine geografica dei click e conversazioni generate su twitter e altri social network). Seguire il percorso delle conversazioni generate a partire da post o altri contenuti è possibile anche su twitter: Tweetreach, per esempio, permette di valutare l’impatto di un meme (cioè di un’idea) all’interno dei microblog. Per sapere, invece, quante persone hanno cliccato su un singolo tweet, può essere utile iscriversi a HootSuite: è un’applicazione che permette di gestire contemporaneamente le reti sociali di twitter, Facebook e LinkedIn: alla voce “Stats” indica i click sui messaggi nel microblog. Su Facebook, poi, è interessante unire a metodi quantitativi (il numero di commenti e link) anche analisi qualitative dei commenti: per esempio, il tipo di commenti positivi e negativi.
Di recente Mashable ha pubblicato una guida per le piccole e medie imprese: riassume consigli utili per adattare la strategia di social media alle esigenze delle aziende. E’ una sorta di manuale online. Nella prima parte, Social media 101, sono ricordati cinque esempi di aziende che hanno utilizzato con successo blog e social network: “The march café” a San francisco, per esempio, è entrato nella community di “Foursquare” attraverso la nomina di un “major” del locale. E per la scelta innovativa ha ricevuto l’attenzione dei mass media. Oppure, il cinema indipendente “Duck” ha aperto uno spazio di conversazione con il pubblico su Facebook e twitter, stringendo i legami con la sua community (prevalentemente di videoartisti). E ancora: una piccola azienda di abbigliamento, Howies: propone vestiti organici e attraverso Facebook può iniziare un dialogo con il pubblico per mostrare le differenze rispetto alle tecnologie tradizionali.
Ai blog, invece, sono dedicati cinque idee per scrivere i post in uno spazio di comunicazione per piccole e medie imprese. Sono punti di partenza per iniziare un dialogo suggeriti da OpenForum. Come? Per esempio, offrendo suggerimenti e consigli su un tema: “Condividere la conoscenza può essere un modo efficiente per interessare i lettori e aggiungere valore, indipendentemente dal settore di affari”, scrive OpenForum. Oppure, offrire spunti sui “Dietro le quinte”: lati meno noti di un settore o di un argomento. Ma non sono gli unici incipit: si possono anche commentare delle case histories oppure aggiungere interviste in profondità. Ultimo consiglio: selezionare e pubblicare ricerche e statistiche sui settori di interesse.

Categoria: Comunicati stampa | Tags: Di, facebook, indirizzi web, linkedin, Nella, Per, San, Sarah Evans, Una

5 links #8

Inserito il 3 dicembre 2009 by Giorgio Marandola
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Cinque notizie interessanti pubblicate sul web durante la scorsa settimana.

20 Questions To Start a Social Media Discussion

Venti domande per cominciare una discussione a proposito dei social media, stavolta all’interno di un’azienda. Ovvero, come sviluppare una strategia di comunicazione sui media sociali che risolva i problemi che un’impresa può incontrare a livello di vendite e mercato.

Yahoo Deepens Friendship with Facebook

Yahoo e Facebook hanno perfezionato un accordo, operativo dai primi mesi del 2010, per cui i due servizi si interfacceranno tra loro al fine di trarre un reciproco vantaggio. Nel dettaglio, gli utenti Yahoo potranno visualizzare gli update dei propri contatti Facebook direttamente dalle Yahoo Updates presenti in varie sezioni del portale. Di contro, Facebook metterà a disposizione di Yahoo tutti gli strumenti adatti a condividere i contenuti del portale sulla propria piattaforma. Attualmente, da quanto dichiarano le parti, l’accordo non prevede scambi di denaro e rappresenta la base per una partnership ben più estesa.

Social Media ROI in pratica: il Facebook Engagement Rate

Qual è il livello di interazione e coinvolgimento degli utenti/clienti che frequentano una pagina aziendale su Facebook? Come può essere calcolato il ROI? Delle interessanti slides di FrozenFrogs hanno cercato di dare una definizione di ROI applicato alle pagine fan di Facebook usando un indice di coinvolgimento, l’ “Engagement Rate“.

Layar 3.0 Is Ready To Add New Layers To Your (Mobile) Reality

La realtà aumentata (augmented reality) è la sovrapposizione di livelli informativi (elementi virtuali e multimediali, dati geolocalizzati etc) a un flusso video che riprende la realtà di tutti i giorni, in particolare tramite applicazioni mobile. L’olandese Layar ha rilasciato la versione 3.0 del suo browser AR, piattaforma recentemente aperta agli sviluppatori di tutto il mondo per stimolare la crescita dell’applicazione.

Foursquare BlackBerry App Beta To Drop Soon

Dennis Crowley, ha annunciato che a dicembre sarà rilasciata l’applicazione per Blackberry di Foursquare, che finora prevedeva solo versioni per iPhone e Android. Attualmente la versione per Blackberry è utilizzata da circa cinquanta utenti che la stanno sperimentando in beta privata. Questo annuncio rappresenta un ulteriore passo avanti per la popolarità di Foursquare, in particolare a discapito del suo concorrente diretto, Gowalla.

Categoria: Comunicati stampa | Tags: Beta To, che, Dennis, Dennis Crowley, Di, Nel, primi mesi, ROI, strategia di comunicazione

Twitter e Facebook: come influenzano comportamenti online e nel mondo fisico

Inserito il 20 novembre 2009 by Luca Dello Iacovo
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Quanto Twitter influenza le scelte del pubblico? Una ricerca condotta da Performics e ROI Research ha analizzato il comportamento online di 3.000 persone iscritte al sito di microblogging: la metà dei partecipanti allo studio si è informata su un brand attraverso un motore di ricerca in seguito ai consigli di una persona seguita su Twitter (via Brian Solis). Il passaparola online, insomma, ha aspetti simili ai consigli offerti da amici e colleghi. A muoverli è il desiderio di capire qualcosa in più. Il 44% delle persone ascoltate, inoltre, ha dichiarato di aver condiviso informazioni su un marchio all’interno della propria rete sociale online.
Ma come sono usati i social network in Italia? Di recente il Censis ha pubblicato una ricerca sul loro utilizzo: Messenger, Facebook e Twitter sono i più utilizzati per scambiarsi pettegolezzi. Perché le persone si iscrivono su Facebook? Conservare i contatti con gli amici resta il principale motivo per entrare nella rete sociale online fondata da Mark Zuckerberg: lo hanno indicato il 78% delle persone. Al secondo posto, ritrovare ex compagni di scuola e colleghi (57%). La maggior parte degli iscritti preferisce accedere al sito nelle ore serali (68%).
Cosa fanno le persone su Facebook? Leggono i messaggi nelle bacheche degli amici (41,2%), inviano comunicazioni personali (40,5%), chattano con le altre persone in linea (35,7%). Dato molto significativo: il 10% degli intervistati ha preso parte a eventi che ha scoperto attraverso Facebook, dagli spettacoli alle manifestazioni politiche.
Una recente conferenza ha esplorato le prospettive dei social media nei prossimi anni, cercando di comprendere quali tendenze possono emergere dalla convergenza delle attività sui social network, microblog e blog. Webmetrics Guru, per esempio, ricorda le previsioni di Forrester Research: l’ “Era del social context” inizierà l’anno prossimo per raggiungere la maturità nel 2012. Il mondo dei media sociali sarà integrato con l’analisi del comportamento degli utenti in rete: sistemi di web analytics, crm (customer relationship management), search query data. A cambiare sarà anche il vocabolario con l’arrivo di parole nuove per il dizionario.
Per capire un mondo in rapida evoluzione, infatti, è necessario analizzare le dinamiche anche con un lessico diverso. Jason Falls di Social media explorer propone di considerare quattro aree per una social media strategy di successo: brand intelligence, consumer insights, community behaviour, tools&platforms. La brand intelligence è la capacità di raccogliere e valutare informazioni su un marchio disponibili pubblicamente. L’espressione consumer insights è definita da Jason Falls come “la combinazione di audience research, creazione di profili e vari grafici”. L’aspetto più legato allo sviluppo dei social media è l’osservazione dei community behaviour: come le persone condividono informazioni online e comunicano su internet.

Categoria: Comunicati stampa | Tags: Al, Brian Solis, comunicazioni personali, Di, Forrester Research, Jason Falls, manifestazioni politiche, Mark Zuckerberg, Per, persone, ROI, Una

Nuova veste grafica e nuove funzionalità per BlogBabel

Inserito il 12 novembre 2009 by Michele Ferrara
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liquidaBlogBabel (it.blogbabel.com), storico servizio di analisi della blogosfera italiana, acquistato da poco meno di due mesi da Liquida (www.liquida.it), si rinnova offrendo agi utenti nuove funzionalità.

Oltre alla ormai nota classifica dei blog italiani, la nuova versione di BlogBabel – nata da un intenso lavoro di collaborazione fra il team di Liquida e il fondatore di BlogBabel Ludovico Magnocavallo – mette al centro lo strumento più interessante e sofisticato offerto dal Portale: l’analisi delle conversazioni della Blogosfera.

Questo strumento, che analizza le pagine più linkate all’interno dei post prodotti dai blogger, consente al visitatore di seguire – quasi in tempo reale – le discussioni più importanti della blogosfera, le notizie più commentate e i video più linkati dai blog.

Di fatto i migliori blogger italiani diventano delle “guide” al web, facendo scouting del meglio della Rete e “suggerendo” dei percorsi di navigazione. Strumenti di analisi simili, applicati nel panorama italiano solo in BlogaBabel, sono una delle basi del successo di importanti realtà internazionali come Technorati o Techmeme.

Ecco cambiamenti maggiori apportati al nuovo nuovo Blogbabel:

- una revisione completa dello stile grafico per renderlo più attuale, fresco e autorevole;
- uno studio approfondito per cercare di migliorare l’usabilità del Portale al fine di valorizzare tutte le funzionalità, renderle più chiare e di facile utilizzo.
- l’aggiunta di nuove features come ad esempio la ricerca all’interno delle discussioni e l’arricchimento dei risultati di ricerca che adesso offrono, oltre ai risultati dei post, anche una preview dei risultati nelle discussioni, nei video più citati e nei blog.

Dalla tecnologia di Liquida BlogBabel ha invece ereditato gli Hot tag (per mostrare i temi più caldi del giorno) e le ricerche correlate, cioè i suggerimenti di percorsi di ricerca.

Inoltre i blog recensiti da Liquida – e non presenti in BlogBabel – sono stati aggiunti fra le fonti di BlogBabel e viceversa. Il Portale adesso indicizza più di 22.000 blog, con oltre 5 milioni di post archiviati: ora è così possibile effettuare ricerche sul più grande data base di post italiani. Ogni giorno vengono analizzati oltre 10.000 nuovi post. L’aumento dei contenuti analizzati rende inoltre più accurato lo strumento delle conversazioni.

Nei prossimi mesi l’integrazione fra Liquida e Blogababel proseguirà con l’arricchimento di nuove funzionalità per entrambi i portali, con l’obiettivo comune di far emergere i migliori contenuti prodotti dalla blogosfera, così da renderli più facilmente fruibili a tutti gli utenti della Rete, promuovendo così la blogosfera stessa.

Le tecnologie di Blogbabel verranno in particolare utilizzate da Liquida per migliorare i servizi sulla sua versione internazionale www.liquida.com che, lanciata in beta ad agosto, recensisce già 18.000 fra i migliori blog internazionali in lingua inglese e si pone anche come servizio per gli utenti italiani che abbiano voglia di aprire una vetrina sul mondo.

“Siamo molto soddisfatti dei miglioramenti che siamo riusciti a mettere in campo in poco più di un mese grazie all’ottima collaborazione con Magnocavallo” dichiara Andrea Santagata, fondatore di Liquida, “il vero feedback però dovranno darcelo gli utenti e i blogger, a cui chiediamo di aiutarci nel migliorare ancora il servizio inviandoci critiche, feedback e idee.”

“Questo comunque è solo un primo passo e speriamo di riuscire ad evolvere ulteriormente nel giro di pochi mesi” conclude Santagata.

***

Liquida, il primo Portale italiano di informazione interamente user generated, valorizza e rende maggiormente fruibili i contenuti dei migliori blog italiani. Lanciato a agosto 2008, Liquida è oggi utilizzato da oltre 1,1 milioni di utenti della Rete, Fonte Nielsen sett. 09. Liquida, iniziativa del Gruppo Banzai venture backed da Quantica SGR, Venture Capital indipendente fra le maggiori in termini di capitali gestiti in Italia.

Blogbabel, storico servizio che rende disponibile una delle più note classifiche dei blog italiani. Per primo in Italia si è posto l’obbiettivo di valorizzare la blogosfera. Offre ai sui visitatori servizi ad alto valore aggiunto come il tracciamento in tempo reale delle discussioni più attive in Rete.

Categoria: Comunicati stampa | Tags: Andrea Santagata, cambiamenti, Di, liquida, Per, più
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