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Ascesa e declino di MySpace: una lezione sulla complessità dei social media

Inserito il 18 dicembre 2009 by Luca Dello Iacovo
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La fiducia del pubblico è decisiva per il successo delle piattaforme sociali online: a raccontarlo è Scott Anthony in un articolo per Bloomberg, il network d’informazione economica dell’ex sindaco di New York, Michael Bloomberg. E’ l’analisi dell’ascesa, del declino e dell’attuale ricerca di identità di MySpace, il social network acquistato da Rupert Murdoch, magnate di News Corp, nel 2005. Il team che aveva progettato fin dall’inizio la rete sociale online è stato messo in secondo piano dopo la vendita: eppure, aveva dimostrato di saper gestire la crescita di una piattaforma complessa, (allora era il social network più diffuso al mondo e il più frequentato in Italia). Ma le competenze di Chris de Wolfe, il fondatore di MySpace, e di altri non sono state valorizzate. L’obiettivo è stato fin da subito la ricerca della sostenibilità economica per il social network, attraverso la moltiplicazioni degli annunci pubblicitari. E le persone hanno iniziato a migrare verso Facebook, trasformando l’identità di MySpace: da social network generalista è diventato un luogo di ritrovo per gli appassionati di musica. Negli Stati Uniti, inoltre, è molto frequentato dai giovani afroamericani. Prima di MySpace, il caso più controverso è stato Friendster: apparso su internet come uno dei primi social network, ha avuto successo a partire dalla California per poi diffondersi in altri stati. Poi il declino, dovuto soprattutto alla difficoltà di offrire un ambiente adatto alle band musicali. Nelle Filippine è diventato il social network più frequentato, un vero e proprio punto di riferimento nel sud est asiatico. Dove sembrava aver costruito una nicchia solida, finché non è arrivato Facebook a scalzarlo dalla prima posizione. Per adesso il social network di Mark Zuckerberg non ha rivali in Europa, negli Stati Uniti, in Africa e in alcuni paesi asiatici. Ma il rapporto con il pubblico resta complesso: se da un lato sono accessibili opzioni granulari per gestire la privacy, dall’altro la recente decisione di ampliare la possibilità di scelta per rendere pubblico il proprio profilo personale ha sollevato le perplessità di alcune organizzazioni, come la Electronic Frontier Foundation. Ma gli utenti, per adesso, non sembrano particolarmente attenti alle diverse opzioni disponibili per gestire la loro identità su Facebook.

Categoria: Comunicati stampa | Tags: Africa, Anthony in un articolo per Bloomberg, California, Chris, Chris de Wolfe, E, facebook, il network d’informazione economica dell’ex sindaco di New York, Mark Zuckerberg, Michael, Michael Bloomberg, negli stati uniti, network, New York, Per, Rupert, Rupert Murdoch, Scott, Scott Anthony

F-Secure: rapporto annuale sulla sicurezza

Inserito il 17 dicembre 2009 by Michele Ferrara
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fsecure-rapporto-sicurezzaNonostante la recessione che ha colpito l’economia globale, la crescita del malware è stata esponenziale nel 2009. Con la possibilità di disporre di malware “on demand” da parte delle organizzazioni criminali, il numero di varianti di virus e software maligno sembra essere infinito. E’ quanto emerge dall’annuale rapporto sullo stato della sicurezza informatica pubblicato da F-Secure.

“Quest’anno, non abbiamo registrato alcun rallentamento nella crescita delle minacce online, al contrario. Realizzare profitti continua a essere l’obiettivo principale dei creatori di virus”, ha dichiarato Mikko Hyppönen, Direttore dei Laboratori di Ricerca di F-Secure.

La diffusione di Conficker, uno dei worm più pericolosi degli ultimi anni, è senza dubbio tra gli episodi più significativi del 2009 nel campo della sicurezza. Conficker si è diffuso rapidamente nei computer basati sul sistema operativo Windows XP non aggiornati con la patch messa a disposizione da Microsoft a fine 2008, causando seri problemi a molte aziende e istituzioni pubbliche in tutto il mondo.

A differenza di molti worm precedenti, creati e diffusi per puro desiderio di notorietà dei loro autori, Conficker è stato progettato con il preciso obiettivo di creare una botnet di computer infetti in grado di collegarsi a un server di controllo. Il Conficker Working Group, che riunisce numerosi produttori di anti-virus, tra cui F-Secure, ha impedito al worm di creare una botnet. Tuttavia, alla fine del 2009, sono ancora milioni i computer infettati da Conficker.

Il 2009 è stato anche l’anno del lancio di Windows 7, che sostituisce Windows Vista e Windows XP, entrambi con problemi di sicurezza. Windows 7 dimostra di essere un sistema operativo più snello e sicuro rispetto a Vista. Anche una migliore user experience e maggiore sicurezza sono tra i principali trend del 2009 e coincidono con l’emergere dei Notebook.

Nel 2009, gli smartphone sono diventati più potenti e hanno acquisito maggiore popolarità. Sono sempre più utilizzati per attività su Internet, social media compresi, anch’essi cresciuti sensibilmente nel corso dell’anno. Gran parte di questa crescita è stata guidata dall’iPhone e da altri smartphone touchscreen.

Alla fine del 2009 si è verificato il primo caso di attacco agli iPhone jailbroken a scopo di lucro. Alla notizia di un hacker olandese che ha sfruttato la vulnerabilità di un iPhone jailbroken è subito seguita la segnalazione del caso di un ragazzo australiano che ha creato un worm con l’intenzione di ‘dare una bella lezione’ a coloro che non avevano cambiato la password SSH di default. Subito dopo, è stato individuato il primo worm per iPhone jailbroken, progettato per creare una botnet mobile e avere accesso ai dati di online banking.

“Nel 2009, i criminali informatici hanno dimostrato un notevole interesse per le risorse online che possono essere trasformate in beni reali”, continua Hyppönen. “Le loro botnet vengono impiegate per attacchi di search engine optimization, per diffondere soluzioni di sicurezza false e per ospitare siti truffa che portano gli utenti a scaricare malware”.

E l’anno prossimo cosa ci dobbiamo aspettare?

Di seguito, le previsioni degli F-Secure Lab per il 2010 basate sull’analisi delle minacce dell’anno che si sta concludendo:

- Windows 7 acquisirà quota di mercato, mentre Windows XP scenderà sotto il 50% del mercato globale. Migliorerà la sicurezza di Internet nei Paesi avanzati, e mentre i cyber criminali con ogni probabilità concentreranno i loro sforzi su sistemi ancora basati su Windows XP, si potrà forse assistere alla creazione di veri e propri ghetti di malware nei Paesi meno ricchi. Resta da capire se gli hacker continueranno a colpire solamente Microsoft Windows o se estenderanno i loro attacchi anche a OS X e ad altre piattaforme mobili.

- Il supporto real-time nei motori di ricerca come Google e Bing inciderà sulla frequenza e sulle modalità degli attacchi di Search Engine Optimization (SEO).

- La Coppa del Mondo FIFA 2010 stimolerà la creazione di un buon numero di trojan, false biglietterie, spam e attacchi DDoS. Potrebbero verificarsi attacchi SEO già mesi prima delle partite, il cui inizio è previsto per giugno 2010. Nel corso del campionato, le reti di comunicazione mobile del Sud Africa saranno un vero e proprio focolaio di attività.

- Aumenteranno gli attacchi alle banche online con trojan progettati ad-hoc.

- Cresceranno gli attacchi agli iPhone (alcuni forse contro Android e Maemo) e una vulnerabilità 0-day potrebbe essere utilizzata per un attacco su larga scala.

- Cresceranno le attività di spamming “snowshoe”

- E’ probabile almeno un attacco DDoS di vasta portata contro un Paese.

- Potremmo assistere a un attacco su larga scala verso obiettivi come Google Wave.

- Ci saranno attacchi più numerosi a social network come Facebook, Twitter, MySpace, LinkedIn. Facebook ha ormai raggiunto i 350 milioni di utenti e la crescita non sembra voler rallentare: una concentrazione di persone e di dati decisamente allettante per i cyber criminali.

- Con i motori di ricerca in Internet e i social network che si muovono verso il social search, assisteremo anche ad attacchi criminali di social search optimization.

- Con un numero sempre maggiore di persone che utilizza le reti mobili, la quantità di traffico generato da banking online, giochi e dall’utilizzo di social network aumenta di conseguenza. La crescita della popolarità del mobile banking e dell’acquisto di giochi va di pari passo ai tentativi di sfruttare queste attività a scopo di lucro. Le applicazioni di social networking integrate spingono gli utenti mobili a essere sempre connessi: i cyber criminali utilizzeranno tecniche di social engineering per sfruttare questa tendenza.

- Proseguiranno gli attacchi ai giochi online, particolarmente popolari nella regione Asia-Pacific. L’attenzione dedicata alla sicurezza di questi siti è ancora insufficiente e il problema verrà ulteriormente aggravato dal fatto che molti utenti sono giovanissimi e quindi più vulnerabili di fronte a cyber criminali esperti.

- Molti database verranno compromessi da attacchi progettati su misura. I cyber criminali sono ora in possesso delle risorse necessarie per analizzare, pianificare e condurre attacchi di massa.

Categoria: Comunicati stampa | Tags: Africa, Bing, che, Con, Di, Nel, sicurezza informatica, sicurezza windows

Prima campagna contro la poverta’ sviluppata interamente su Facebook

Inserito il 11 dicembre 2009 by Rudy Bandiera
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GCAPObama, Sarkozy e Berlusconi presi a “martellate” virtuali. Un videogioco per fare pressione sui potenti

Una martellata di gommapiuma sulla testa degli otto potenti della Terra per spingerli a fare di più contro la poverta’. Si tratta di “PRESS THE 8”, il videogioco per Facebook lanciato dalla Coalizione Italiana Contro la Povertà (GCAP) in occasione del vertice di Copenaghen allo scopo di fare pressione sui grandi del G8 affinche’ si adoperino nella lotta al sottosviluppo e per il raggiungimento degli obiettivi del Millennio.

Il gioco, accessibile dagli utenti del social network piu’ famoso all’ indirizzo http://apps.facebook.com/gcap_press_the_eight, è la prima campagna contro la poverta’ sviluppata interamente su Facebook e si pone l’intento di generare sensibilita’ con un approccio divertente e dinamico. Gli utenti possono infatti dare il proprio contributo alla causa prendendo a “martellate” come nel “gioco della talpa” Barack Obama, Nicolas Sarkozy, Silvio Berlusconi, Angela Merkel, e gli altri leader dei paesi piu’ importanti. Un contatore alla fine del gioco misura le “pressioni” esercitate sui potenti e consente di firmare una petizione e diventare “fan” di GCAP.

La campagna di GCAP, sigla che raccoglie piu’ di 70 associazioni in tutta Italia, e’ lanciata da un video pubblicato su YouTube all’indirizzo e fa parte della piu’ grande iniziativa “CONTRO LA POVERTA’ – PRESS THE 8”, un movimento che ha raccolto il sostegno di partner importanti come il Giro d’Italia e 12 big della musica italiana, tra cui Edoardo Bennato e Caparezza, contribuendo a focalizzare l’attenzione dei media sul dramma del sottosviluppo.

Secondo le più recenti stime della FAO, infatti, le persone che soffrono la fame hanno ormai superato quota un miliardo; più di due miliardi e mezzo non hanno accesso a strutture igienico-sanitarie adeguate; ogni minuto una donna muore per cause connesse alla gravidanza e al parto; dieci milioni di bambini, il 99% dei quali nei paesi in via di sviluppo, muoiono ogni anno prima di compiere i 5 anni di vita, spesso per patologie evitabili; dei 33 milioni di persone colpite dall’HIV, di cui il 90% si trova in Africa sub-sahariana, solo 1 su 5 ha accesso ai farmaci indispensabili per continuare a vivere; 1 miliardo sono i disoccupati ed inoccupati e 781 milioni gli adulti analfabeti, due terzi dei quali donne.

In occasione del vertice sull’ambiente che vede riuniti i capi di stato dei Paesi più importanti, GCAP vuole tenere accesi i riflettori sulla lotta alla poverta’. Lo fa con una campagna interamente virtuale che chiede risposte reali.

Categoria: Comunicati stampa | Tags: Africa, Angela Merkel, della, edoardo bennato, Nicolas Sarkozy, Silvio Berlusconi, Terra, Una

Nasce il who’s who dei motori di ricerca

Inserito il 9 dicembre 2009 by Rudy Bandiera
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Searchenginesindex.com è un nuovo sito che presenta i più influenti e interessanti motori di ricerca di tutti i paesi del mondo. Il nuovo sito renderà più facile da trovare nuovi modi per navigare su Internet.

Conosciamo tutti Google, Bing e Yahoo, ma ne esistono migliaia di altri. www.searchenginesindex.com è l’archivio più completo dei motori di ricerca di tutti i paesi del mondo. E’ stato appena lanciato in otto lingue, “ma presto ne verranno altre – promette il giornalista danese Hans Henrik Lichtenberg, che è stato responsabile per la raccolta e la ricerca di molti motori di ricerca e cataloghi -. Ho scoperto che c’era la necessità di un sito come questo quando alcuni anni fa ero in cerca di giornali di tutti i paesi su www.newspaperindex.com. Così ho notato che gli elenchi dei motori di ricerca o erano incompleti o non erano aggiornati. Con www.searchenginesindex.com vorrei fare qualcosa di diverso, qualcosa che venga aggiornato regolarmente e mantenga i clienti informati quando c’è qualcosa di nuovo “, dice Lichtenberg, che sta mettendo i tasselli finali al sito.
Di ognuno dei 220 paesi in tutto il mondo, nel sito in genere saranno presentati solo 10-30 motori di ricerca e cataloghi.

“E’ per esempio interessante – continua Lichtenberg – che i paesi molto piccoli in Africa non hanno un proprio motore di ricerca con un’unica tecnologia di ricerca. Invece esiste un motore di ricerca, diciamo, pan-Africano, e un altro dell’Africa occidentale che soddisfano le esigenze del continente”.

Searchenginesindex.com ha fatto uno sforzo per trovare i motori di ricerca generale e i più speciali. Allo stesso modo c’è una forte attenzione per i motori molto piccoli, descritti in lingue poco parlate, che compaiono nei singoli paesi accanto alla versione locale di Google per esempio.
www.searchenginesindex.com è utilissimo per studenti, ricercatori, e non da ultimo per il SEO di professionisti e aziende che vogliono assicurarsi che i loro siti possano essere trovati in tutto il mondo.

Il sito www.searchenginesindex.com è libero e gratuito.

Categoria: Comunicati stampa | Tags: Africa, africa occidentale, Bing, c amp, che, Con, Di, Hans Henrik Lichtenberg, Ho

Ministero dei Beni Culturali e Google per Pompei

Inserito il 3 dicembre 2009 by Rudy Bandiera
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google_logoGrazie alla collaborazione tra il Ministero dei Beni Culturali, attraverso la Direzione Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale, e Google Italy sono ora disponibili a tutti le immagini panoramiche di Pompei su Street View, il servizio di Google Maps che consente agli utenti di navigare a 360° per le strade di molte città del mondo, incluse le meraviglie turistiche e artistiche del Belpaese.

In virtù di questa partnership, da oggi chiunque può fare una gita virtuale e perlustrare le sontuose vestigia della magnifica città romana, così come le ricche ville sepolte dall’eruzione del Vesuvio del 24 agosto del 79 d.C. L’affascinante centro è stato progressivamente riportato alla luce e reso accessibile al pubblico fino dalla metà del diciottesimo secolo. Ora è a portata di un semplice click del mouse.

A commento del lancio, Mario Resca – Direttore Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del MiBAC – dichiara: “La possibilità di passeggiare virtualmente tra le meraviglie di Pompei, offerta gratuitamente a milioni di utenti in tutto il mondo, rappresenta uno straordinario veicolo promozionale per il turismo italiano ed uno stimolo per tanti potenziali turisti a venire di persona a visitare il sito archeologico. Senza dimenticare che, grazie alla tecnologia di Google, i nostri tesori d’arte potranno contare su una testimonianza eterna.

Sempre di più la valorizzazione del patrimonio culturale – prosegue Resca – è legata ai nuovi strumenti di promozione e comunicazione. L’accordo tra Google e MiBAC rappresenta dunque un “matrimonio perfetto” tra due soggetti leader mondiali: Google per il web e le nuove tecnologie, noi per quantità e qualità del patrimonio culturale”

“L’accordo con Google – aggiunge Marcello Fiori, neo Commissario Straordinario per gli Scavi di Pompei – rientra a pieno titolo nel piano messo a punto per il rilancio e la valorizzazione degli Scavi, che prevede anche l’apertura dei siti ad eventi teatrali e musicali, la messa in sicurezza dei reperti e la lotta alle situazione di illegalità”

“Il patrimonio artistico e culturale italiano è tra più importanti e apprezzati al mondo, una risorsa che oggi può raggiungere e arricchire miliardi di persone attraverso Internet – conclude Carlo d’Asaro Biondo, Vice President SEEMEA (South and East Europe, Middle East and Africa) di Google. “Siamo felici che il Ministero dei Beni Culturali italiano abbia deciso di sostenerci in questo progetto e condivida il valore di Internet come strumento di sviluppo del nostro paese. La digitalizzazione del sito archeologico di Pompei attraverso Street View è un primo importante passo per diffondere ulteriormente la storia e la cultura del nostro paese”.

Cos’è Street View

Street View è un servizio di Google Maps che consente di esplorare varie città di tutto il mondo attraverso fotografie panoramiche scattate al livello della strada. Per accedere alle immagini, basta selezionare il pulsante “Street View” su Google Maps e trascinare l’icona con l’omino giallo sul tratto stradale interessato. E’ possibile spostarsi in avanti e indietro lungo le strade e persino ruotare la visuale di 360°. Street View si presta a molteplici usi: permette di scegliere il luogo perfetto per un appuntamento speciale, trovare il pub più vicino, scegliere il ristorante migliore per una cena con gli amici, oppure, per chi sta cercando casa, è possibile osservare in anticipo l’immobile e la zona circostante ed evitare inutili perdite di tempo. Con Street View si può vedere l’hotel o la casa delle vacanze prima di prenotare, ed esplorare diverse destinazioni turistiche in tutto il mondo.

Categoria: Comunicati stampa | Tags: Africa, C. L, Carlo, Con Street, East Europe, google, Italy, Mario Resca, Middle East, Ora, Per, Vice President SEEMEA, View Street

Falso premio di 1.000.000 di euro da Google

Inserito il 27 novembre 2009 by Michele Ferrara
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gdataChe Google raccolga una mole enorme di dati è un fatto unanimemente conosciuto. Ma è una novità sentire che ora Google distribuisca pure soldi. Recentemente sono stati inviate milioni di e-mail di spam che annunciano un presunto premio in denaro di 1.000.000 di euro in relazione all’iniziativa “Google Funds 2009”. I criminali tentano di convincere i destinatari a compilare un form entro il 2 Dicembre, inserendo vari dati personali in modo tale da attivare il trasferimento di denaro. Le informazioni personali dovrebbero poi essere inviate a un certo Reverendo Wilson Paul a un indirizzo che parrebbe affidabile in quanto con dominio gmail.com.

I dati personali richiesti includono cognome, nome di battesimo, data di nascita, sesso, indirizzo, nazionalità, professione, numero di telefono e di fax.

Ralf Benzmüller, Manager di G Data Security Labs: “Da un lato è sempre piacevole ricevere la promessa di un premio in denaro ma, dall’altro, può capitare che i propri dati personali vengano rubati o che alle ignare vittime venga addirittura richiesto di pagare dei costi per mandare a buon fine il trasferimento della presunta vincita in denaro. Come sempre queste e-mail vanno immediatamente eliminate.”

L’approccio tipico dei criminali

I criminali mandano una e-mail con la falsa notifica di una vittoria relativamente all’iniziativa “Google Funds 2009”, specificando addirittura che in una determinata città si svolgerà un meeting con tutti i vincitori. 10 fortunati in tutta Europa potranno ricevere ciascuno un premio in denaro di 1.000.000 euro dalla banca partner ufficiale dell’iniziativa. Barclays Bank Plc.

Come spesso accade il linguaggio e la sintassi di queste mail presentano diversi errori, come se il testo fosse stato tradotto con un traduttore automatico. Per cercare comunque di dare un’apparenza di affidabilità i criminali elencano una serie di importanti aziende che sarebbero coinvolte nel programma “Google Funds”: Microsoft Inc., AOL, Carlsberg, Becks, Mercedes Benz, Coca-Cola, Suisse Credit, Raiffeisen Bank Group, Allianz, Volkswagen, Nokia e Siemens.

G Data ha provato a contattare i criminali per vedere che cosa sarebbe potuto accadere e la prima conseguenza è stata la richiesta di versare diverse centinaia di euro su di un account Western Union. Questo denaro sarebbe infatti servito ad attivare l’intero processo per la transazione del denaro. L’e-mail fraudolenta in questione è stata inviata da un server collocato in Sud Africa e rientra in quello che viene comunemente chiamata la truffa “nigeriana” (Nigeriam Scam), ossia una sorta di raggiro informatico molto diffuso e con diverse varianti i cui elementi ricorrenti sono:

- Gli indirizzi dei mittenti sono spesso anonimi e strani come, ad esempio, online12345@providerXYZ.com

- Anche gli indirizzi cui mandare la risposta sono altrettanto strani

- Il denaro è l’argomento prevalente (premi, pagamenti in anticipo, eredità, ecc.)

- Il contenuto della mail propone circostanze che hanno un’apparenza di veridicità

- Le e-mail contengono molti errori di linguaggio.

Categoria: Comunicati stampa | Tags: Africa, barclays bank plc, che, Che Google, Per, Ralf Benzmüller, Suisse, suisse credit, Wilson Paul

Energia rinnovabile ed efficienza per abbattere i costi delle telecomunicazioni

Inserito il 20 novembre 2009 by Michele Ferrara
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nokia-siemensNokia Siemens Networks ha presentato l’offerta più completa ad oggi disponibile sul mercato degli operatori di telecomunicazioni. Le nuove Energy Solutions sono state pensate per ridurre sia i costi operativi che i consumi energetici delle reti telco grazie all’impiego di una tecnologia altamente efficiente e all’utilizzo di energia rinnovabile.

“Questo annuncio rappresenta un importante traguardo nell’ambito della strategia che ci vede impegnati a favorire uno sviluppo efficiente e sostenibile del nostro settore”, ha sottolineato Alessandro Di Salvo, Head of Sales and Technology Region South, Nokia Siemens Networks Italia. “Quella che abbiamo presentato è la prima offerta di questo genere destinata agli operatori di reti telco legacy e di nuova installazione. La proposta contiene tutti gli elementi necessari per ridurre sensibilmente i consumi energetici e per supportare il passaggio verso le energie rinnovabili”.

Le Energy Solutions di Nokia Siemens Networks comprendono sei elementi che combinano prodotti e servizi: Energy Efficiency Consulting, Green Energy Control, Energy Modernization, Off-Grid Site Solution, Bad-Grid Site Solution ed Energy OPEX Management.
Ciascun elemento che compone l’offerta si rivolge a specifiche aree dei consumi, della gestione o del sourcing dell’energia, e si basa su tecnologie chiave come, ad esempio, un sistema di controllo intelligente con funzioni di monitoraggio remoto per qualsiasi fonte energetica. Questo sistema gestisce le operazioni di carica ed esaurimento della batteria favorendo maggiori risparmi di combustibile, permettendo, inoltre, la raccolta e l’analisi dei dati remoti. (1)

Nel settore delle comunicazioni l’energia costituisce una percentuale importante dei costi operativi di un service provider; nei mercati maturi arriva a pesare per il 10% circa, mentre in quelli emergenti può oscillare tranquillamente anche fra il 15% e il 30%.(2)

Le Energy Solutions di Nokia Siemens Networks favoriscono la riduzione dei consumi grazie a una gestione ottimizzata del fabbisogno energetico da parte dei vari siti, ad esempio, delle base station mobili; consentono, inoltre, una espansione efficiente e redditizia delle reti in zone rurali e remote eliminando la necessità di ricorrere a generatori diesel, e offrendo una soluzione più vantaggiosa a livello sia economico che ambientale per estendere la connettività.

A livello internazionale sono già disponibili referenze clienti e in Italia sono in corso alcuni test. I Service Provider apprezzano la soluzione per siti off-grid di Nokia Siemens Networks che utilizza energia solare per consentire ai residenti di zone rurali o remote di fruire di servizi di comunicazione accessibili. Sono molti i clienti che stanno dimostrando grande interesse verso la possibilità di risparmiare sull’energia; al riguardo Nokia Siemens Networks è motivata dagli eccellenti feedback che riceve dalle implementazioni pilota già completate.(3)

L’Italia è uno dei Paesi più adatti all’implementazione di queste soluzioni innovative, apportando un contributo significativo allo sviluppo sostenibile del settore telco.
Nokia Siemens Networks ha installato più di 390 siti che utilizzano energia rinnovabile in 25 Paesi fra Asia-Pacifico, Cina, Europa, Medio Oriente, Africa e America Latina. La sua Flexi Multiradio Base Station vanta il minor consumo energetico ad oggi disponibile sul mercato.(4)

“Per il nostro settore migliorare i livelli di efficienza energetica è un aspetto vitale – un approccio giusto da un punto di vista sia sociale che industriale. Nei prossimi due anni intendiamo continuare a focalizzarci sull’implementazione di siti remoti, proprio a supporto di una maggiore efficienza”, ha affermato Gabriele Marabini , Efficient and Green Solution Manager per la regione Sud Europa di Nokia Siemens Networks. “Il nuovo portafoglio Energy Solutions permette di ridurre il Total Cost of Ownership, è di facile implementazione, ha un ciclo di vita molto lungo e un periodo di rientro dell’investimento stimato in 3-5 anni”.

Categoria: Comunicati stampa | Tags: Africa, Alessandro Di Salvo, America, che, energia rinnovabile, Multiradio Base, Nel, nokia siemens networks, Per
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