Social network, microblog, blog: non sono soltanto in grado di alimentare il passaparola nell’universo del web 2.0, ma possono diventare piattaforme per sviluppare nuove opportunità in collegamento con altri eventi, online e offline. Facilitando la circolazione di idee, messaggi, opinioni. Jason Baer ricorda cinque strategie per integrare il web 2.0 in una prospettiva crossmediale: riunendo, cioè, differenti mezzi di comunicazione che amplificano i messaggi. Il primo è l’ibridazione tra social media e search marketing: social network come Facebook permettono un’ampia distribuzione di contenuti (testi, video, audio) verso community collegate tra loro in grandi cluster e piccole nicchie. In particolare, Facebook diventa una piattaforma per la diffusione virale di contenuti (attraverso i profili personali), ma anche uno spazio per aprire un canale diretto con il pubblico (le pagine per i fan). I social media, inoltre, permettono di perfezionare l’utilizzo delle email: i testi, sottolinea Baer, possono essere condivisi nei profili dei social network. E’ un’opportunità da non trascurare per associare alla circolazione privata (nella propria casella di posta elettronica) una diffusione pubblica proposta dai destinatari dei messaggi. La terza strategia di integrazione crossmediale riguarda i social media e convegni, seminari, meeting. Una lezione ampiamente compresa dai barcamp. Il pubblico non è costituito unicamente dalle persone presenti in sala: c’è un secondo cerchio formato dalle persone interessate che cercano informazioni attraverso internet. Questo pubblico può essere coinvolto attraverso strumenti come Slideshare, uno spazio per condividere le slide. “Molte delle mie presentazioni sono state viste da 40 persone” ricorda Baer “ma su internet sono state visionate migliaia di volte”. Convegni e seminari sono momenti che facilitano la circolazione di informazione: twitter si è dimostrato un canale efficace per il passaparola e la conversazione in diretta. L’ultimo aspetto affrontato da Baer è il rapporto tra social media e ricerche di mercato: di fatto, social network e blog permettono di chiedere direttamente un’opinione al pubblico. In modo rapido ed economico, migliorando anche la qualità e la velocità dei feedback.
Secondo l’università di Harvard, nel 2009 la crescita dei social media è stata esponenziale: negli Stati Uniti twitter ha fatto un balzo del 1382%. Il prestigioso ateneo evidenzia alcune tendenze che nel corso del 2010 potrebbero diventare evidenti. Per esempio, una diminuzione della “socialità”, conseguenza dell’affollamento sulle piattaforme e della difficoltà di filtrare i contenuti. Inoltre, per le aziende aumenta l’impegno nel seguire il pubblico attraverso i social media per migliorare i servizi di assistenza. Anzi, potrebbero iniziare ad apparire “social media policy”: sistemi di gestione delle comunicazioni attraverso social network e microblog. I cellulari e l’accesso in mobilità (per divertimento o per lavoro) vedranno una progressiva diffusione: location based services come Foursquare acquisteranno un ruolo crescente nella costruzione di modelli di business. Infine, “sharing no longer means email”: sarà consacrata l’affermazione dei social media accanto alle email per condividere informazioni.